Military Subjects: Organization, Strategy & Tactics

The Italian Military in the Napoleonic Wars 1792-1815

By: Virgilio Ilari e Piero Crociani

La Coscrizione Francese Nei Dipartimenti Italiani

(1802-1813)

di Virgilio Ilari

A. L’introduzione della coscrizione francese in Piemonte

La tradizione piemontese dei Reggimenti provinciali

Al pari dell’Indelta svedese, i reggimenti provinciali sabaudi erano una delle più famose e apprezzate milizie dell’Europa di antico regime, e certo la migliore in Italia. Creati nel 1713 come struttura permanente su progetto del generale estone Rehbinder e con una forza di 7.200 uomini, derivavano dalle milizie scelte piemontesi, nizzarde, savoiarde, valdesi e aostane che dal 1703 al 1706, durante la guerra di successione spagnola, avevano fornito oltre 30.000 combattenti. Potenziata durante la guerra di successione polacca, la milizia provinciale fu impiegata ancor più largamente durante la guerra di successione austriaca. Dal 1742 al 1749 furono chiamati alle armi 22.889 provinciali, circa un decimo degli atti alle armi: tuttavia quasi la metà (10.659) furono regolarmente congedati per eccedenza alla quota (5.409), inidoneità (1.692), ragioni di famiglia (969), surrogazione di fratello o agnato (858), inabilità (696), ingiusto arruolamento (654), gratificazione (306) e anzianità di servizio (171). Dei rimanenti 12.220, più di un quarto (3.255) disertarono e quasi metà (46%) persero la vita durante la guerra. Solo 534 (4.3%) morirono in battaglia o per ferite: stenti e malattie ne uccisero il decuplo (5.061). Altri 252 furono cassati dai ranghi per indegnità e 32 fucilati o condannati alla galera. Nel 1748 ne restavano in servizio il 41 per cento (5.099) di cui più di un terzo disertori graziati (1.981). In maggioranza (4.671) servivano nei 9 reggimenti d’ordinanza nazionali (inclusa l’artiglieria), mentre 29 erano stati promossi ufficiali e 399 ammessi tra gli invalidi. Potenziata e riorganizzata nel 1774, la milizia provinciale assunse crescente importanza a causa delle ristrettezze di bilancio che alla vigilia della Rivoluzione francese imposero la riduzione delle truppe estere. Nel 1785 venne effettuato un censimento della popolazione e nel 1786 il contingente provinciale fu elevato a 10.984, e raddoppiato a 20.774 nel 1792. I provinciali, i volontari e le milizie urbane, alpine e ordinarie (forti a loro volta di 40.000 uomini nel 1794) furono il nerbo della resistenza sarda durante la guerra delle Alpi (1792-96), certo la più “nazionale” tra quelle combattute dal Piemonte prima del Risorgimento.

Mantenuti con una forza di 7.620 uomini dopo la pace di Parigi, i reggimenti provinciali furono guardati con sospetto dalle autorità militari francesi, che alla vigilia della guerra della seconda coalizione tentarono invece di introdurre la coscrizione nelle Repubbliche cisalpina e romana. Per chiamare alle armi i provinciali piemontesi il generale Grouchy attese il 30 aprile 1799, quando ormai gli austro-russi si accingevano a varcare il Ticino. Il 2 giugno fu Suvorov a richiamare i provinciali, assicurando che non sarebbero stati impiegati fuori del territorio nazionale. Favorita anche dalla presenza del duca d’Aosta in territorio nazionale, stavolta la risposta fu confortante, ma la sua efficacia politica fu in parte dissipata dall’ordine luogotenenziale di attivare subito, entro il 25 luglio, 10 centurie reggimentali da aggregare ai vari corpi austriaci.

Infatti, terminato il reclutamento delle prime centurie, fu più difficile reclutare le altre, per la scrematura dei volontari affluiti per primi, il raffreddamento degli entusiasmi provocato dell’aggregazione alle unità austriache e la scarsa cooperazione delle municipalità, sensibili alla rete delle relazioni familiari e clientelari stese a protezione della renitenza. In ogni modo nel febbraio 1800 erano già costituite anche le compagnie reggimentali di riserva e fu possibile ritirare i battaglioni attivi dai vari fronti e settori in cui prestavano servizio per essere riordinati e rinforzati con le nuove reclute.

Al 18 marzo risultavano distribuite 807 serie di vestiario a ciascun reggimento, tranne quelli di Mondovì e Susa. che ne avevano ricevute 500 e 1.021, per un totale di 7.977. Ai primi d’aprile erano in forza 8.450 uomini, senza contare 3.000 nuove reclute presso le compagnie di riserva e quelle (420) cedute all’artiglieria. In tale occasione i reggimenti prestarono giuramento, ad eccezione di quello di Ivrea che, non soddisfatto della formula, ricusò di farlo allegando di aver già prestato fedeltà al re nell’agosto 1799. Alla fine di maggio le compagnie di riserva cedettero 800 reclute per completare i 4 battaglioni d’ordinanza: quelle del battaglione di Torino furono incorporate nel battaglione Monferrato di stanza a Chieri. Le unità provinciali si distinsero nelle operazioni del 1799 e 1800, e in particolare agli assedi di Cuneo e Genova.

I difensori della patria (30 luglio 1800 - 11 ottobre 1802)

Malgrado le difficoltà incontrate nel reclutamento volontario delle truppe attive, la commissione di governo non volle modificare gli obblighi di servizio della milizia provinciale, per non creare precedenti che potessero favorire l’introduzione della coscrizione obbligatoria in Piemonte. Cercò invece di incentivare il più possibile l’arruolamento volontario dei soldati provinciali nelle truppe attive, mediante la concessione di vari privilegi e il 30 luglio 1800 deliberò espressamente la conservazione della milizia provinciale, dichiarandola conforme ai principi repubblicani e limitandosi a sopprimere i 10 comandi reggimentali e riunire i 10 battaglioni in 3 mezze brigate dette dei “difensori della patria” (corrispondenti alle aree settentrionale, sud-occidentale e sud-orientale del Piemonte). I battaglioni vestivano la stessa uniforme della linea, portando sul bottone il motto “Difensori della patria” e il numero distintivo, da assegnare mediante estrazione  a sorte.

Il 27 settembre tutti gli individui iscritti nei ruoli dei difensori della patria furono chiamati alle armi per formare le mezze brigate, incominciando dalla 2a. In tale occasione il governo piemontese restrinse l’esenzione dalla milizia provinciale goduta da 7 comuni dell’Alta Val d’Aosta ai soli comuni di La Thuile e Saint Rémy. Tuttavia la chiamata fu sospesa a seguito dell’armistizio.

L’11 novembre fu pubblicata la pianta degli ufficiali, ordinando i difensori della patria non più su 3 mezze brigate di 3-4 battaglione, ma su 5 di 2 (1a Vercelli, 2a Susa, 3a Torino, 4a Cuneo e 5a Alessandria). L’uniforme prevedeva abito blu con fodera rossa, mostre gialle e bottoni gialli col numero della mezza brigata, gilet e calze bianche, ghette di lana mere e cappello con coccarda piemontese. Il 18 dicembre la milizia provinciale fu parzialmente mobilitata di rinforzo alla guardia nazionale: in particolare si ordinò la radunata a Torino, per il successivo 24, delle 20 compagnie scelte provinciali, ciascuna su 100 uomini. Riunite in una unità di formazione (1a MB scelta, su 1 battaglione granatieri e 1 cacciatori) le compagnie provinciali prestarono servizio di ordine pubblico in città, con lo stesso trattamento delle truppe di linea. Il 4 gennaio 1801 si chiamarono alle armi anche la 3a e la 5a MB di Torino e Alessandria.

Le 3 mezze brigate furono licenziate il 5 marzo, ma il 31 furono istituiti 2 depositi permanenti, ad Asti per i battaglioni orientali (Acqui, Casale, Asti, Ivrea e Vercelli) e a Savigliano per quelli occidentali (Torino, Susa, Pinerolo, Cuneo e Mondovì), ciascuno con 13 ufficiali (1 capobrigata, 2 capibattaglione, 2 capitani e 8 subalterni) e 300 difensori della patria soggetti a ferma attiva quadriennale, sorteggiati tra i più giovani ed equipaggiati a cura e spese dei comuni, che dovevano provvederli di cappello, abito blu con risvolti gialli, colletto, paramani e fodera rossa, bottoni gialli lisci, gilet e calzoni bianchi e due paia di scarpe, calze e camicie. Il 26 agosto il personale dei depositi fu utilizzato per completare le 3 mezze brigate incorporate nell’esercito francese. Questi 600 furono dunque i primi coscritti piemontesi incorporati nell’esercito francese.

L’estensione della coscrizione francese al Piemonte (18 marzo 1802)

L’estensione al Piemonte delle leggi francesi sulla coscrizione, stabilita con arrêté del 27 ventoso X (18 marzo 1802), precedette di nove giorni la pace di Amiens e di sei mesi la stessa formale annessione alla Repubblica (disposta con decreto consolare del 15 settembre e ratificata con senatoconsulto dell’11 ottobre 1802). Non facendo ancora parte della Francia, i sei dipartimenti piemontesi non furono perciò inclusi nel computo della leva di 120.000 uomini (metà attivi e metà di riserva) stabilita con legge del 18 maggio sui coscritti degli anni IX e X (nati tra il 23 settembre 1779 e il 22 settembre 1781) allo scopo di sostituire i militari che dovevano essere congedati ai sensi del decreto consolare 30 ottobre 1801. Tuttavia il 23 giugno il Piemonte fu assoggettato ad un’analoga leva di 8.000 coscritti (duemila attivi, di cui un ventesimo di cavalleria, e altrettanti di riserva, questi ultimi solo di fanteria, per ciascuna delle classi IX e X), destinati ad alimentare le truppe piemontesi incorporate il 26 agosto 1801 nell’esercito francese.

Per quanto il Piemonte fosse abituato alle leve militari e considerato “guerriero”, l’introduzione della coscrizione non fu meno dirompente di quanto fosse stata cinque anni prima in Francia. Secondo l’editto 8 giugno 1714 i reggimenti provinciali venivano infatti reclutati in ragione del tre per cento degli idonei di ben 22 classi di leva (dai 28 ai 40 anni), mentre la coscrizione francese gravava soltanto sulle cinque classi più giovani; di conseguenza, a parità di contingente, la coscrizione incideva in misura più che quadrupla sulla popolazione e aumentava in misura ancora maggiore l’avversione e la renitenza. In teoria, è vero, il vincolo dei coscritti era più breve: cinque anni invece di venti. Ma la ferma dei coscritti poteva essere prolungata illimitatamente in caso di guerra ed era incomparabilmente più pesante della ferma provinciale. L’obbligo di servizio dei miliziotti si limitava infatti in tempo di pace a due adunate annuali di dieci giorni, mentre i coscritti attivi erano tenuti comunque a trascorrere la ferma in guarnigioni lontanissime dal paesello natio e in mezzo a commilitoni provenienti dalle regioni più disparate, finendo per perdere in pochi mesi ogni contatto con l’ambiente familiare. Certo in caso di guerra pure i provinciali erano impiegati senza limiti di tempo, di spazio e di compiti, ma le guerre sabaude si erano comunque svolte tutte a ridosso delle frontiere se non all’interno di un territorio ristretto e omogeneo, mentre si sapeva bene che la sorte dei coscritti francesi era e sarebbe stata di dover combattere in paesi stranieri e sempre più lontani. 

B. Le leve del 1802-1805 in Piemonte

Le leve del  1802-03 (coscritti degli anni IX e X e volontari anziani)

La legge del 18 maggio, integrata dal regolamento esecutivo del 6 agosto, aveva assai attenuato il rigore della Loi Jourdan, che nel 1798 aveva introdotto la coscrizione in Francia. La riforma, fatta secondo il relatore Lacuée in armonia con la costituzione e i nuovi costumi liberali, aboliva in sostanza l’obbligo personale del servizio militare, ripristinando il preesistente principio della responsabilità dei comuni, ai quali veniva riconosciuta una certa discrezionalità sul modo di designazione dei coscritti (per sorteggio o per ordine numerico, non però per ordine di età o per votazione). Il governo delegava inoltre al corpo legislativo e alle assemblee elettive locali la ripartizione dei contingenti tra i dipartimenti, i circondari e i comuni e consentiva infine ai ricchi di sottrarsi al servizio mediante la surrogazione di un sostituto.

In Piemonte le liste di leva furono stese a partire dalla classe dell’anno VIII, ma la leva fu condotta solo sulla IX e X. Il contingente piemontese fu ripartito tra i dipartimenti con decreto del 22 luglio e incluso nel quadro generale di assegnazione ai corpi approvato col decreto del 6 agosto. Il grosso del contingente attivo delle due classi era assegnato ai reggimenti creati con le ex-truppe piemontesi, in particolare 100 uomini al 21e dragons e 800 a ciascuna delle tre mezze-brigate (111e e 112e de ligne e 31e légère); tuttavia altri 1.500 erano disseminati per aliquote di 100 tra ben quindici corpi francesi (6e chasseurs, 9e, 19e, 25e, 33e, 61e, 71e, 72e, 77e, 77e, 85e, 88e, 107e de ligne, 12e, 19e, 22e légère). Il decreto stabiliva il trasferimento delle reclute, in 20 convogli di 200, a Chambéry, dove avrebbero trovato i distaccamenti incaricati di portarli ai depositi reggimentali, evitando di farli restare a Chambéry per oltre ventiquattrore. Tuttavia il 23 novembre, da Saint Cloud, Bonaparte chiedeva a Berthier notizie del contingente piemontese, dal momento che a quanto pareva alcun convoglio di reclute aveva passato le Alpi. 

L’esecuzione della leva era però in grave ritardo pure in Francia. Una circolare del 23 gennaio 1803 accennava a imprecisati “obstacles” che avevano “momentanéament ralenti l’exécution” della leva; il tasso di diserzioni “en route” (cioè durante il trasferimento delle reclute ai depositi) era assai elevato e l’esito dell’amnistia concessa ai disertori delle classi VII e VIII era fallimentare. In attesa dei coscritti, si pensò di reclutare volontari, e il 28 gennaio 1803 fu bandito l’arruolamento per formare a Montpellier un battaglione di “cacciatori piemontesi” (poi “Tirailleurs du Po”), riservato “agli anziani militari non appartenenti ad alcun corpo dell’armata francese, ed alla gioventù non compresa nella coscrizione degli anni 9 e 10”. Stavolta, incentivata dalla mercede, la risposta ci fu, ma l’arruolamento dei volontari dovette essere sospeso per il ritardo nella consegna delle uniformi, commissionate a Lione anziché a Torino. 

Il peggiorare dei rapporti con l’Inghilterra e le avvisaglie di una ripresa del conflitto accrebbero però l’urgenza della leva. In una lettera del 9 aprile all’amministratore generale della 27e DM, Bonaparte stigmatizzava che la coscrizione era “trop en retard” nei sei dipartimenti piemontesi: su un contingente di 4.000 uomini non ne erano partiti fino ad allora nemmeno 500. “Ce pays – aggiungeva il primo console – ne sera cependant français que par la conscription. D’ailleurs le Piémontais est bon soldat et c’est un des principaux avantages que j’attends de la réunion de ces departements”. Tra le misure prese da Menou per accelerare la leva, vi fu un suo decreto del 29 aprile che minacciava l’invio di garnisaires a casa dei sindaci ritardatari. I deludenti risultati della leva sembravano però compensati dal buon afflusso di volontari per il battaglione di Montpellier. Bonaparte s’illuse perciò di poter richiamare alle armi pure l’aliquota della vecchia Armata sarda che non era già stata incorporata nell’esercito francese e il 18 maggio approvò un progetto per reclutare tra gli ex-sudditi sabaudi (inclusi savoiardi e nizzardi) ben 15.744 volontari (inclusi 312 ufficiali) appartenenti alle diciassette classi anteriori a quelle di leva (dai 23 ai 40 anni). Il progetto si rivelò un fiasco totale, tanto che l’obiettivo fu presto ridotto da 20 battaglioni a tre soli (Légion du Midi) e ci vollero sei mesi per formare a stento il primo. .   

Malgrado le apparenze, la coscrizione piemontese non andava poi peggio che nell’Esagono, dove si erano dovute organizzare le colonne mobili. Con circolare del 17 maggio Berthier lamentava l’alto numero di coscritti scartati all’arrivo ai corpi per difetto di statura o infermità e la diffusa elusione del requisito della pari età tra surrogato e surrogante (mediante falsificazione materiale o ideologica dei certificati di nascita rilasciati dai parroci). Con un decreto consolare del 30 maggio e una circolare ministeriale del 2 giugno si tentò di pungolare i prefetti, avvisandoli che sarebbero state pubblicate le liste degli otto dipartimenti migliori e degli otto peggiori in materia di coscrizione. Incalzati dal prefetto del Po, tra giugno e luglio il sindaco e il consiglio municipale di Torino furono impegnati a disporre le partenze dei coscritti. 

Intanto si era cercato di predisporre i riservisti degli anni IX e X. Il 14 marzo ne erano stati requisiti duemila come operai di marina. Il 29 marzo era stato concesso loro di passare a domanda nell’armata attiva. Il 16 aprile era stata disposta l’attivazione dell’istruzione domenicale (ma nella maggior parte dei comuni non c’erano abbastanza riservisti per formare squadre). Infine con decreto consolare del 9 giugno e circolare del 14 erano stati chiamati alle armi per sorteggio 16.503 riservisti (metà per ciascuna classe e pari a poco più di un quarto del totale). Era stata pure sorteggiata una riserva di altri 4.130 (un quarto dei chiamati e un sedicesimo del totale) da cui trarre i rimpiazzi delle perdite verificatesi tra l’arruolamento e l’arrivo ai corpi (per decesso, diserzione e scarto alla seconda visita). La leva si protrasse ovunque sino a tutto l’autunno, se in una circolare del 28 ottobre Berthier chiedeva ai dipartimenti di rimpiazzare la diserzione “très considerable” che si era verificata nei drappelli di marcia dei riservisti.        

In definitiva, sia per disorganizzazione sia per renitenza delle famiglie e delle stesse autorità locali, le classi IX e X fornirono in Piemonte solo 5.215 coscritti attivi o di riserva, per cui non fu possibile completare su 3 battaglioni le 3 mezze brigate di reclutamento piemontese e una (la 112e de ligne) dovette essere sciolta e ripartita tra le altre due (111e de ligne e 31e légère). 

La leva del 1803-04 (coscritti degli anni XI e XII, nati nel 1781/1783)

La leva del 1802 non era probabilmente del tutto completata quando, con decreto consolare del 16 settembre e circolari del 13 ottobre, fu disposta e regolata la chiamata alle armi delle classi degli anni XI e XII (nati dal 23 settembre 1781 al 22 settembre 1783), autorizzata con legge del 26 aprile 1803. Le nuove disposizioni miravano ad assicurare meglio il completamento del contingente e ad incentivare la surrogazione, ossia l’arruolamento volontario per mercede.

Al primo obiettivo rispondevano l’introduzione di misure più efficaci contro la renitenza (restringendo le ricerche della gendarmeria ai soli renitenti sorteggiati nella lista comunale degli “absents”, obbligando i comuni a rimpiazzare quelli non arrestati e concentrando gli arrestati in 11 depositi di disciplina stabiliti in altrettante fortezze, una delle quali era Alessandria) e l’istituzione di una lista dipartimentale di supplementi da cui trarre i rimpiazzi delle perdite verificatesi tra la partenza dal capoluogo e l’arrivo al corpo (per morte, diserzione, scarto alla seconda visita). La lista era composta dai renitenti, dai simulatori, dai riformati poi riconosciuti idonei e da un’aliquota aggiuntiva di sorteggiati pari a un quarto del contingente.

La surrogazione veniva incentivata da un lato abrogando il requisito della pari età e dall’altro accrescendo il numero di coloro che potevano pagare i surroganti, o contribuire a pagarli in società con altri coscritti. Questa era infatti, secondo Domenico Guerrini (op. cit., pp. 46-47), la ragione per cui venivano inclusi tra i requisibili pure gli assenti dal comune purché proprietari benestanti, e per cui la statura minima veniva abbassata di 2 cm (da 1,62 a 1,60), ferma restando a 1,65 quella richiesta per i surroganti.

Il contingente, ripartito già dalla legge, era di 120.000 uomini (30.000 attivi e altrettanti riservisti di ciascuna classe). Questa volta però le quote dei sei dipartimenti piemontesi (e dell’Isola d’Elba, essa pure “riunita” alla Repubblica) erano incluse nel totale e perciò il carico di ciascun dipartimento era inferiore del 6 per cento a quello dell’anno precedente. Il Piemonte doveva dare stavolta solo 7.228 uomini, di cui 1.818 attivi per ciascuna delle due classi, così ripartiti per dipartimento: Po 381, Dora 230, Sesia 191, Tanaro 285, Stura 411, Marengo 320. Assieme al contingente attivo furono chiamati, con decreto del 31 dicembre 1803, pure un numero imprecisato di riservisti degli anni XI e XII, destinati a completare le unità di corazzieri, dragoni, artiglieri, zappatori, minatori e operai. Da una circolare di Berthier e da una lettera indirizzatagli da Napoleone risulta però che ancora nel settembre 1804 il contingente degli anni XI e XII non era ancora completo e che “un grand nombre de conscrits” erano “malingres et inhabiles au service” o anche “tout-à-fait invalides”. Anche in Piemonte la renitenza era diffusa soprattutto nelle campagne: erano ad esempio tutti contadini i 184 renitenti del Tanaro condannati in solido coi genitori (civilmente responsabili) all’ammenda di 1.500 franchi e i 48 dichiarati disertori (con sentenze del 17 novembre 1804). Renitenti e disertori avevano ingrossato le tre bande di barbetti attive nel dipartimento della Stura nell’autunno 1804, ma in quelli del Po e di Marengo la diserzione era considerata “quasi nulla”. 

Le leve straordinarie dei veliti e dei volteggiatori (1804)

Due leve straordinarie di 1.728 e 5.616 uomini furono decretate il 26 gennaio e del 13 marzo 1804 per formare il reggimento dei veliti a piedi e i complementi (72 uomini) di 78 compagnie di volteggiatori aggiunte a ciascun battaglione di fanteria leggera. La prima leva era in ragione di 16 veliti per dipartimento (per un totale dunque di 96 piemontesi) e di 4 per ciascuna delle ultime 4 classi (anni IX-XII), metà con statura minima di m. 1,733 e metà alti non meno di 1,678. Il reclutamento era volontario e pure oneroso: per l’ammissione era infatti richiesta una retta di 200 franchi annui. Le quote dipartimentali potevano essere completate pure con cittadini delle coscrizioni degli anni VII e VIII che non fossero già alle armi e anche coi non ancora coscritti, purché avessero compiuto il 18° anno di età. I volteggiatori furono presi tra i coscritti degli anni XI e XII riformati per statura inferiore a 1,60 (che fu stabilito in via permanente come il limite massimo per far parte della nuova specialità, fermo restando il limite minimo di m. 1,54 stabilito dalla Loi Jourdan). La ripartizione delle quote tra i dipartimenti non fu proporzionale ai rispettivi contingenti, ma variò sensibilmente tra un minimo dell’11,4 per cento (Haut Rhin) e un massimo del 35,2 (Sesia, che dovette dare ben 72 volteggiatori, cioè il complemento di un’intera compagnia). Il totale del Piemonte è ignoto, ma si può ricavare per differenza dal totale dei contingenti richiesti per le leve IX-XIII (19.303): considerando che con ogni probabilità la cifra non include i veliti, in quanto volontari, dedotti i coscritti ordinari (19.056) restano 247 volteggiatori.

La leva dell’anno XIII (coscritti nati nel 1783-84)

Con legge del 24 marzo1804 fu autorizzata la leva di 60.000 uomini, di cui metà per la riserva, della classe dell’anno XIII (nati dal 23 settembre 1803 al 22 settembre 1804). Il contingente attivo del Piemonte era di 1.914, leggermente superiore a quello imposto alle due classi precedenti, e così ripartito: Po 408, Dora 246, Sesia 205, Tanaro 305, Stura 407, Marengo 343. In vista della prossima esecuzione della leva, prevista per l’autunno-inverno, il 10 ottobre Menou indirizzò ai prefetti una circolare preliminare, in cui li preveniva che “gl’inglesi, nostri perfidi nemici”, avrebbero certamente usato “tutti i mezzi per impedire il reclutamento dell’armata”, mettendo “in giuoco l’oro, la seduzione, le nuove menzognere e perfide, le speranze fantastiche, la diffidenza, lo scoraggiamento, lo spirito d’opposizione, e di resistenza alle leggi” per “distorre la gioventù dal suo dovere, gettarla nel vagabondaggio, persuadendola ch’egli è meglio essere brigante, che bravo militare”. I prefetti dovevano individuare gli “uomini infami” venduti al nemico e “scoprire ancora altri generi d’intrighi” come la corruzione degli ufficiali di sanità, le “speculazioni della gente detta d’affari”, la falsificazione di atti e certificati e il favoreggiamento della renitenza e della diserzione.  

La leva fu decretata il 29 dicembre, fissando però al 20 febbraio 1805 l’inizio delle operazioni. Il decreto le trasferiva dai comuni ai cantoni, dandone la direzione ai sottoprefetti e accrescendo l’autorità dei funzionari militari. Inoltre allargava i casi di esenzione per i sostegni di famiglia, ammetteva la surrogazione immediata per scambio di numero tra i sorteggiati e precettava la totalità degli idonei, inclusi quelli che avevano estratto numeri eccedenti il fabbisogno: costoro erano infatti dichiarati “en dépôt” con obbligo di reperibilità e di rimpiazzo delle vacanze che potessero verificarsi tra i riservisti ed eventualmente fra gli attivi. Quanto alla destinazione delle reclute, il decreto assegnava 25 reclute di ciascun dipartimento alla cavalleria pesante (1 carabiniere e 11 corazzieri) e all’artiglieria (13), scelti fra quelli di statura superiore a m. 1,73. Manteneva inoltre il criterio del reclutamento regionale adottato nel 1802, destinando possibilmente tutte le reclute di un dipartimento o almeno di un circondario al medesimo reggimento. Questo criterio attenuava il trauma da “spaesamento”, ma non creava corpi regionali, perché ad ogni leva variava il reggimento di destinazione delle reclute,  in rapporto al differente fabbisogno dei vari corpi. Anche se i due reggimenti derivati dalle vecchie truppe piemontesi (111e de ligne e 31e légère) facevano eccezione, perché continuarono a lungo a ricevere un buon nerbo di reclute subalpine, nella leva dell’anno XIII ne ricevettero appena 100 ciascuno: in compenso al 31e légère furono assegnati pure i 21 coscritti elbani. Il resto del contingente piemontese, dedotti i 150 assegnati alla cavalleria pesante e all’artiglieria, fu ripartito fra otto diversi reggimenti francesi (81e, 82e e 86e de ligne, 5e, 13e, 14e, 18e e 27e légère).

La ripartizione dei contingenti fra i circondari e i cantoni e le altre operazioni furono regolate con circolare di Menou del 1° febbraio 1805 e conseguenti decreti prefettizi. Al circondario di Torino toccarono 479 coscritti sul contingente totale del dipartimento del Po (816), a quelli di Susa e Pinerolo 128 e 209. La città (cantone di Torino e Grugliasco) ne doveva 133 (67 attivi e 66 di riserva), mentre gli altri 346 erano ripartiti tra ben 17 cantoni e 99 comuni. A Torino la leva fu fatta in due giorni diversi, il 28 febbraio su 240 iscritti domiciliati nei cantoni Dora e Moncenisio, e l’11 marzo su 190 dei cantoni Eridano e Monviso. I mestieri più diffusi erano coltivatore (52), negoziante (43), proprietario (27), calzolaio (20), impiegato (15), “uomo di legge”, procuratore e avvocato (14), giardiniere (12), studente (12), droghiere (10), setaiolo e cardatore in seta (9), sarto (8), cappellaio (8), stampatore (7), pristinaio (7), domestico (6), vellutiere (6), minusiere (6), mercante (6) e bindellaro (6). Troviamo inoltre 2 medici, 4 chirurghi, 4 speziali, tre coppie di preti, librai e pittori, un architetto, uno scultore, un apprendista banchiere, un perito, un mendicante e 11 senza mestiere. Altri 14, infine, erano militari, inclusi due ufficiali in attività (Gaetano Viarigi del 111e e Gaetano Angelo Bonaventura Gastaldi) e uno di cavalleria riformato (Gaspare Pio Berteu), vari soldati della Légion du Midi e dei cacciatori piemontesi, un musicante del 4e Bon du train e un soldato ebreo (Salomon David Treves).

Vari provvedimenti furono presi in seguito per favorire in ogni modo il reclutamento dell’armata. Il 5 marzo fu accordato ai riservisti che chiedevano di partire subito il privilegio di scegliersi il reggimento. Il 5 aprile la statura minima fu abbassata a m. 1,54 per tutte le armi, tranne guardia imperiale, artiglieria e corazzieri, per cui si richiedeva almeno 1,73. Ai sensi delle norme generali, con decreto del 5 aprile il prefetto del Po La Ville riunì i 408 riservisti dell’anno XIII in un battaglione su tre compagnie circondariali di forza differente (240, 64 e 104), suddivise in 41 pelotoni cantonali (23, 8 e 10). I riservisti erano obbligati a riunirsi mensilmente nel comune, una volta l’anno per plotone nel capoluogo del cantone e una per compagnia in quello del circondario. Le assenze ingiustificate erano punite con un mese di arresti nella sala di disciplina, e due in caso di recidiva: alla terza assenza il riservista era dichiarato disertore, processato e punito come tale e rimpiazzato dal comune. Era inoltre tenuto a comunicare i cambi di domicilio e non poteva uscire dal dipartimento senza permesso e senza passaporto.

Queste norme furono però subito superate dalla chiamata alle armi di una parte dei riservisti, 5.000 degli anni XI e XII il 7 aprile, e 15.000 dell’anno XIII il 14 maggio (la media era del 50 per cento, ma la quota variava da dipartimento a dipartimento, fra un minimo del 36 e un massimo del 65: al dipartimento del Po ne furono richiesti 219 su 408, di cui 137 per il 111e de ligne e 82 per il 25e dragons). La partenza dei riservisti era prescritta entro 33 giorni dal ricevimento della circolare esecutiva, emanata da Berthier il 1° giugno. E con circolare del 2 luglio ai sindaci il prefetto del Po li esortava a controllare l’avvio dei coscritti a Torino. A Parigi si prevedeva comunque una fortissima renitenza, tale che neppure la chiamata di tutti i riservisti sarebbe bastata ad assicurare il completamento dei contingenti richiesti.  

Per non intaccare la base di reclutamento dei coscritti e della Légion du Midi, il 6 giugno, da Milano, Napoleone limitò l’arruolamento nei bersaglieri del Po ai soli ex-militari di età inferiore ai 25 anni: tuttavia, in compenso, assegnò loro 100 uomini della leva parmense. In ogni modo era relativamente soddisfatto dell’andamento della leva dell’anno XIII: “on se loue davantage à l’armée de la conscription de cette année”, scriveva in agosto, pur rilevando che “plusieurs” prefetti, ufficiali di reclutamento e consigli d’amministrazione dei reggimenti erano stati sospettati d’aver “vendu des congés”. Data la crescente tensione che preludeva alla guerra con l’Austria, le pene per l’istigazione a disertare, non solo al nemico ma anche all’interno, furono inasprite con decreto imperiale del 30 settembre, che comminava la morte ai militari o assimilati riconosciuti come capi complotto o presunti tali in ragione del grado più elevato o della maggiore anzianità. Non mancarono tuttavia gesti di clemenza da parte di Napoleone; ad esempio il 17 luglio, da Fontainebleau, abbuonò a Paolo Tomo, del dipartimento di Marengo, la multa di 1.500 franchi inflitta al figlio Giovanni, refrattario dell’anno XII.

Con quattro diversi decreti imperiali del 19 settembre furono disposti: a) il richiamo dei sottufficiali e soldati recentemente congedati;  b) la creazione di una compagnia volteggiatori pure nei battaglioni di linea (concentrandovi gli individui più bassi già appartenenti alle altre compagnie); c) una leva volontaria di 6 veliti a cavallo (altezza minima m. 1,76 e retta di 300 franchi) per ogni dipartimento; d) la chiamata dei riservisti degli anni IX-XIII nei 54 dipartimenti più vicini al Reno, con partenza entro 3 giorni dalla pubblicazione del decreto. Tra questi erano inclusi pure due piemontesi, Po e Marengo, i cui riservisti furono destinati rispettivamente al 111e de ligne e al 31e légère. L’esecuzione fu però ovviamente meno fulminea di quanto pretendeva l’imperatore: bisognò attendere il 2 ottobre perché il prefetto del Po potesse ordinare la presentazione entro 8 giorni e la partenza entro 10 di tutti i riservisti, ad eccezione di quelli incorporati nella compagnia dipartimentale di riserva (istituita il 16 maggio) e degli operai della manifattura d’armi di Torino. Con decreto del 1° novembre ’fu imposta ai 54 dipartimenti non interessati dal richiamo dei riservisti (inclusi i piemontesi Dora, Stura e Sesia) , una leva di 6 veliti a piedi tratti dai riservisti degli anni IX-XIII.     

Il bilancio delle prime tre leve (1802-05, anni IX-XIII)

In definitiva dal Compte général de la conscription depuis l’an 7 jusqu’à l’an 13 (AF IV 1123) risulta che le leve degli anni XI-XIII andarono meglio in Piemonte che nell’Esagono. Complessivamente dal 1802 al 1804 furono richiesti ai sei dipartimenti subalpini 19.303 coscritti, di cui 9.550 attivi, 9.506 riservisti e 247 volteggiatori. La cifra corrispondeva al 27,8 per cento degli iscritti nelle liste di coscrizione delle cinque classi interessate (69.319), tre punti e mezzo sopra la media generale (24,4). Sempre riferita al totale degli iscritti, l’incidenza dei riformati (16.007) fu in Piemonte del 23,1 contro il 31,7 della Repubblica; quella dei partiti (16.212) del 23,4 contro il 20,9; degli incorporati (12.960) del 18,7 contro il 17,6. Pure i renitenti condannati (3.330) furono leggermente meno numerosi in Piemonte che in Francia (4,8 per cento degli iscritti contro il 4,92). In compenso fu maggiore della media l’incidenza delle diserzioni en route (6.343, pari al 9,1 contro il 6,8) e dei coscritti validi non chiamati (34.029, pari al 49,1 contro il 43,8) e assai basso il numero dei volontari appartenenti alle classi considerate (appena 161, pari allo 0,23 per cento degli iscritti, contro l’1,3 della media generale). Nella cifra dei volontari non sono inclusi i veliti (116, con un deficit di 28 rispetto alle tre richieste di 96 + 18 a piedi e 30 a cavallo e un tasso di reclutamento dello 0.17, pari alla media generale).  

C. Le leve del 1805-1810 in Piemonte, Liguria e Parmense

La leva dell’anno XIV (60.000 coscritti nati nel 1784/85)

I coscritti dell’anno XIII furono i più giovani combattenti della breve campagna di Austerlitz. Tuttavia proprio il giorno in cui ebbe inizio la marcia della Grande Armée dalle coste della Manica al Reno (cioè il 27 agosto 1805) furono chiamati alle armi i 60.000 coscritti dell’anno XIV, la cui leva era stata autorizzata con legge del 17 gennaio 1805. Anche questa aveva diviso il contingente in due aliquote, attiva e di riserva, ma a causa della guerra furono chiamate insieme. Come in precedenza, la ripartizione tra i dipartimenti era stata stabilita dalla legge, ma per la prima volta in misura proporzionale alla popolazione, rettificata in base a nuove stime (per un totale di 29.648.000 abitanti contro i 29.361.000 del 1801) e indicata sulla tabella allegata alla legge.

Al Piemonte toccavano 3.224 coscritti, metà attivi e metà di riserva. Ciascun dipartimento doveva 20 uomini all’artiglieria, 2 ai carabinieri, 2 ai pontieri, uno agli operai, uno ai postiglioni del treno e 45 ai dragoni (Tanaro, Sesia e Stura al 21e, gli altri al 20e). Ottocento erano destinati ai due reggimenti piemontesi (400 del Po al 111e e 400 della Stura al 31e), ma 500 del Tanaro andavano al 12e de ligne, 397 del Marengo al 25e e 27e légère, 80 subalpini al 2e bataillon du train e 363 ad altri reggimenti francesi (45e de ligne, 18e e 28e légère). Le quote furono modificate in conseguenza del decreto imperiale del 6 giugno, che sopprimeva il dipartimento del Tanaro e ripartiva sette circondari della 27e DM tra i dipartimenti di Marengo, della Stura e dei nuovi liguri di Genova e Montenotte. A questi circondari venne imposto lo stesso contingente della coscrizione dell’anno XIII.

L’esonero dalla coscrizione di terra figurava al sesto punto tra le “condizioni” decretate il 25 maggio dal senato ligure per la richiesta “riunione” della Repubblica all’Impero. Le condizioni non furono però neppure menzionate dalla delegazione inviata a Milano e anche se quelle di natura economica furono poi almeno in parte esaudite da Napoleone, l’esonero dalla coscrizione di terra era incompatibile con l’ordinamento costituzionale e amministrativo dell’impero. Il 22 agosto Napoleone lo dichiarò esplicitamente, imponendo pure ai circondari liguri dei nuovi dipartimenti un simbolico contingente di 300 reclute dell’anno XIV destinate al Régiment Ligurien (poi 32e légère). A questi si aggiunsero le 528 reclute dovute dai 5 circondari piemontesi trasferiti dalla 27e alla 28e Division Militaire, portando il contingente totale di quest’ultima a 838. Di conseguenza il dipartimento di Genova dovette dare 420 reclute (90 e 29 dei circondari liguri di Genova e Novi e 301 di quelli piemontesi di Bobbio, Tortona e Voghera); quello degli Appennini 95 (tutti liguri di Chiavari, Sarzana e Bardi) e quello di Montenotte 323 (86 liguri di Porto Maurizio e Chiavari e 237 piemontesi di Acqui e Ceva). Al circondario ex-ligure di San Remo, annesso al piccolo dipartimento nizzardo delle Alpi Marittime e incluso perciò nell’8e Division Militaire, toccò un contingente di 32 coscritti, mentre il minuscolo contingente elbano fu aumentato a 24. Il contingente imposto al residuo territorio della 27e DM fu pure aumentato a 3.002 uomini (Dora 710, Marengo 494, Po 686, Sesia 356 e Stura 756). Nella coscrizione dell’anno XIV furono infine inclusi pure i Ducati di Parma e Piacenza, con un contingente di 200 reclute, di cui metà destinate ai Tirailleurs du Po.

I contingenti rappresentavano in media il 21.7 per cento degli iscritti nella 27e DM, l’8.6 nella 28e , il 7.7 a Parma e il 52 all’Elba. I riformati per difetti fisici furono rispettivamente 3.510, 768, 150 e 11, quelli per statura 1.984, 711, 115 e 0 e i refrattari condannati 606, 221, 22 e 2. Nella 27e DM il tasso di riforma sfiorò il 40 per cento degli iscritti e quello di renitenza il 4,4, contro il 15,3 e il 2,3 della 28e e  il 14 e il 4,4 di Parma. Il dato più vistoso che emerge dal confronto è il rapporto più che proporzionale tra tasso di reclutamento e tasso di riforma. Con un tasso di reclutamento quasi triplo di quello imposto alla 28e DM, la 27e ebbe il doppio di riformati per difetto di statura (14,4 per cento contro il 7,3) e oltre il triplo di riformati per difetti fisici (25,4 contro il 7.9). La differenza del tasso di renitenza (4,4 contro il 2,3) è invece meno pronunciata e inoltre il dato piemontese è pari al parmense, malgrado un tasso di reclutamento pari al ligure. Benché i riformati abbienti fossero comunque tenuti al pagamento di una tassa (“indemnité”), le sostituzioni di persona alla misurazione dell’altezza e i falsi certificati medici erano infatti il modo meno oneroso e meno rischioso, di sottrarsi alla leva.        

La leva del 1806 (80.000 nati dal 23 sett. 1785 al 31 dicembre 1786 )

Il ripristino del calendario gregoriano influì pure sulla coscrizione, perché rese necessario accorpare in una sola chiamata il gettito di quindici mesi (465 giorni, anziché 365, dal 23 settembre 1785 al 31 dicembre 1786). Di conseguenza la leva della classe 1806 aumentò il contingente a 80.000 uomini (arrotondando per eccesso la cifra di 76.450 corrispondente alla media di 465 giorni), di cui 73.966 dell’Esagono e 6.034 degli 8 dipartimenti au-delà-des-Alpes. Altra innovazione fu che a partire da quella del 1806 la leva non fu più autorizzata dal consiglio legislativo ma dal senato. In deroga alla legge, il senatoconsulto del 24 settembre 1805 consentì inoltre la chiamata anticipata anche prima del compimento del 20° anno di età, e non ripartì più il contingente nelle due aliquote attiva e di riserva, estendendo così la discrezionalità del governo. Nel corso del 1806 fu stabilita in via permanente l’esenzione degli ecclesiastici (7 marzo), si cercò di scoraggiare l’autolesionismo dei coscritti destinando i rei a speciali compagnie di pionieri (12 marzo) e si fece una quarta leva di 20 veliti per dipartimento da reclutare fra volontari ultradiciottenni, coscritti del 1806 o riservisti degli anni VIII-XIV.

Il progetto di decreto approvato dal consiglio di stato il 21 maggio prevedeva la chiamata di metà del contingente. In particolare la 27e DM doveva dare 1.829 reclute, la 28e 1.109, l’Elba 16 e Parma e Piacenza 150. Il 47,55 % dei contingenti transalpini era destinato ai corpi piemontesi e liguri (285 del Po al 111e, 322 di Marengo e Stura al 31e, 400 di Appennini, Genova, Montenotte e Parma al 32e e 474 di Genova, Sesia e Stura ai Tirailleurs du Po). Il resto era destinato a corpi francesi (73 artiglieri del 2e RAP, 38 dragoni del 13e e 1.522 fanti dell’8e, 37e, 54e, 94e de ligne, 7e, 13e, 27e e 28e légère). Tuttavia si decise alla fine di chiamare subito 50.000 uomini, lasciandone in riserva solo 30.000. Le quote dei transalpini erano di 3.766 attivi e 2.268 riservisti, ma dalla somma dei contingenti assegnati ai corpi risultano 75 attivi in meno. In definitiva alla 27e DM toccarono 2.226 reclute attive e 1.344 riservisti, alla 28e 1.269 e 804, a Parma 176 e 108 e all’Elba 20 e 12. Ciascun dipartimento doveva dare 39 reclute ai corpi di alta statura (20 artiglieri, 10 corazzieri, 2 carabinieri e 7 fucilieri della guardia), per cui agli otto transalpini ne toccarono 312 (160+80+16+56). Il 45% del contingente andò comunque ad alimentare i reggimenti di reclutamento italiano (289 del Po al 111e, 327 della Stura al 31e, 406 liguri e parmensi al 32e, 471 di Genova, Stura e Sesia ai Tirailleurs du Po, 160 piemontesi al 21e dragons e al 26e chasseurs) e il resto toccò ai corpi francesi (tra cui 550 piemontesi al 54e e 94e de ligne e al 13e e 27e légère, 176 liguri al 10e légère). Il decreto del 3 agosto prescrisse inoltre termini ravvicinati e tassativi: completamento e affissione delle liste entro il 20 agosto; inizio delle visite il 30 e delle revisione da parte del consiglio di reclutamento il 5 settembre; partenza del primo drappello entro il 10 e dei successivi a un giorno di distanza l’uno dall’altro.

Le leve delle classi 1806-10 (559.260 nati negli anni 1786-1790)

La prosecuzione della guerra contro la Russia impose alla Francia un forte aumento della coscrizione. Nel primo semestre del 1807 furono infatti chiamati alle armi ben 140.000 uomini, anticipando di fatto la chiamata addirittura al 18° anno, ossia di ben due anni rispetto all’età legale. Le classi interessate furono quelle dei nati negli anni solari 1787 e 1788. La leva dei primi (1807) fu autorizzata con senatoconsulto del 4 dicembre 1806, con un contingente di 80.000 uomini. Il totale era uguale all’anno precedente, ma in realtà il tasso di reclutamento aumentava del 27,4 per cento, ossia dal 20 al 25 per mille della popolazione, perché la richiesta gravava sul gettito di soli dodici mesi e non di quindici come nella leva del 1806. Inoltre la chiamata dei primi 60.000 fu disposta immediatamente, con decreto imperiale del 18 dicembre, che stabiliva al 15 gennaio l’inizio delle operazioni di leva e al 25 le prime partenze. Di conseguenza la chiamata veniva di fatto anticipata al 19° anno per la maggior parte del contingente.

Un anticipo ancora maggiore si verificò per la classe 1808, la cui leva (sempre con contingente di 80.000) fu autorizzata con senatoconsulto del 7 aprile 1807, peraltro con una temporanea limitazione, perché non poteva essere assegnata “aux armées employées hors des frontières” prima dell’inizio del nuovo anno. Nel frattempo avrebbe completato i quadri dei corpi destinati alla difesa delle coste e delle frontiere e delle 5 “légions de réserve de l’intérieur” istituite con decreto imperiale del 20 marzo 1807 [erano 5 divisioni di 7.844 uomini, comandate da generali senatori e dislocate a Lille, Metz, Rennes, Versailles e Grenoble: ricevettero però solo metà della forza dalla leva del 1808, cioè 20.000 uomini, pari ad un quarto del contingente]. La chiamata dei primi 60.000  fu decretata il 18 aprile da Finkenstein (Pomerania), con inizio delle partenze il 5 giugno. Con circolare del 25 giugno furono chiamati pure i residui 20.000.

La pace di Tilsit, firmata il 7 luglio, non fece che spostare l’impegno militare dell’Impero dall’Europa orientale alla Penisola Iberica, che si sarebbe rivelata fatale per Napoleone. Con circolare del 18 novembre 1807, in previsione di “circonstances” che richiedessero nuove leve, Lacuée ordinò “formellement” ai dipartimenti di terminare entro la fine dell’anno tutte le partenze relative alle coscrizioni dell’anno XIV e del 1806, 1807 e 1808 e di predisporre le liste della classe 1809. La leva sui nati nell’anno solare 1789 fu autorizzata con senatoconsulto del 21 gennaio 1808, sempre con contingente di 80.000 uomini e con una restrizione temporanea all’impiego, concesso fino al termine dell’anno solo per le legioni di riserva dell’interno e per i depositi dei reggimenti situati in Francia [il che, a rigore, non impediva poi il trasferimento delle reclute istruite ai battaglioni di guerra operanti all’estero]. I primi 60.000 furono chiamati con decreto imperiale del 7 febbraio 1808, con partenza tra il 1° e il 25 aprile. Altri 15.225, chiamati con decreto del 1° aprile, furono assegnati alle compagnie dipartimentali di riserva (4.367), alla guardia municipale di Parigi (958), alla marina (4.000 per gli equipaggi e 3.000 per l’artiglieria), alla cavalleria (1.500), al treno d’artiglieria (800) e a quello degli equipaggi (600).

Con senatoconsulto del 10 settembre 1808, dopo appena quattro mesi di operazioni in Spagna, fu autorizzata una maxi-chiamata di ben 160.000 uomini, metà levati tra gli scapoli non ancora chiamati delle classi 1806, 1807, 1808 e 1809 (20.000 ciascuna) e metà sulla classe del 1810 (nati nel 1790), questi ultimi con la restrizione di non levarli prima del nuovo anno e di destinarli per il momento a formare campi per la difesa delle coste.  In compenso il senato  dichiarava definitivamente “libérés” i coscritti degli anni VIII-XIV non ancora chiamati [ma vedremo poi che furono richiamati pure loro nel 1813].  Come osserva giustamente Domenico Guerrini (p. 113), il richiamo di 80.000 uomini delle classi precedenti archiviava definitivamente il concetto legale di riserva designata, del resto già minato in precedenza dall’aggiunta dell’aliquota di deposito; si stabiliva infatti il principio che la riserva non era limitata ad un’aliquota predesignata di ciascuna classe, ma dal totale dei non chiamati. Inoltre la ripartizione fu fatta non sulla popolazione, bensì sugli iscritti (Istruzioni del 12 settembre 1808), penalizzando così proprio i comuni che avevano avuto minor numero di renitenti e quindi maggior numero di iscritti non chiamati, e determinando enormi squilibri dei contingenti dipartimentali rispetto alla popolazione.

Non tardò poi la chiamata dell’intera classe 1808, in vista prima della campagna napoleonica in Spagna e poi della guerra con l’Austria. La compilazione delle liste fu prescritta con circolare del 24 ottobre 1808 e la chiamata con decreto imperiale del 31 gennaio 1809, con partenze dal 25 febbraio. Proprio allo scoppio delle ostilità con l’Austria, un senatoconsulto del  18 aprile autorizzò la leva di altri 30.000 coscritti del 1810 (elevando così il contingente totale a 110.000 uomini) e di altri 10.000 delle 4 classi precedenti per i reggimenti della guardia imperiale. Eliminata la minaccia austriaca, restava però la Spagna. Così il 5 ottobre il senato autorizzò la leva di altri 36.000 scapoli delle 5 classi alle armi, dichiarando però solennemente che tutti gli altri non chiamati erano definitivamente liberati da ogni obbligo futuro. La leva fu decretata il 12 ottobre, con partenze dal 20 ottobre al 10 novembre. Da notare che sul giornale militare furono eccezionalmente pubblicate le relazioni del ministro della guerra e dei rapporteurs del consiglio di stato e della commissione del senato, conti di Cessac e di Laplacède. Sostenevano che l’Armée d’Espagne poteva essere alimentata dai 30.000 uomini riuniti al deposito di Baiona, ma che occorreva nondimeno raccogliere nuove riserve interne lasciando disponibile per imprevedibili eventualità la classe 1811 (alla quale si attribuiva un gettito potenziale di 250.000 uomini). C’era – osservava Lacuée – pure un risvolto psicologico: gli anticipi di chiamata delle classi precedenti avevano fatto credere ai nemici della Francia che l’impero fosse a corto di uomini, mentre i recuperi dalle classi anziane facevano valere la tradizionale potenza demografica dell’Esagono. Delle cinque classi alle armi erano già stati levati 520.000 uomini [110.000 del 1810 e 102.500 di ciascuna delle classi anteriori], ossia meno del 28 per cento degli iscritti [1.867.000]; dedotti riformati ed esonerati [881.000, pari al 47,2 per cento degli iscritti, secondo Lacuée, in realtà i riformati furono 689.989], restavano ancora 466.000 validi e obbligati. Se ne chiedeva ancora nemmeno uno su dodici! [portando però il tasso di reclutamento totale al 30 per cento degli iscritti e al 56,4 per cento degli obbligati. In realtà furono chiamati in tutto 559.260 coscritti delle cinque classi, e ne furono realmente incorporati 531.342, pari al 16 per mille della popolazione, contro i 507.790 delle sette classi VII-XIII e forse 42.000 della XIV].

I contingenti transalpini

Ai dipartimenti italiani furono chiesti complessivamente 41.638 coscritti delle classi 1806-10, di cui 37.280 effettivamente incorporati, pari al 14 per mille della popolazione, con tassi rispettivamente del 27 e del 24 per cento degli iscritti, marcatamente inferiori alla media generale dell’Impero (29,6 e 28,1). Ancor peggiore fu il tasso italiano di riforma, 47 contro 36,5. Nel confronto fra i vari dipartimenti italiani il vecchio Piemonte si confermò il più assuefatto al servizio militare obbligatorio, con un tasso d’incorporazione del 23,3 per cento degli iscritti e del 46,5 dei validi non esentati, contro il 23,9 e 37,8 della 28e DM (Genova), il 19,4 e il 24 di Parma e il 12,7 e il 21,4 dell’Elba. Il Piemonte fornì pure 164 veliti e 2.521 volontari delle cinque classi, portando il totale dei reclutati a 25.006 e al 52 per cento dei disponibili. Sicuramente il tasso piemontese di arruolamento volontario fu nettamente superiore alla media italiana, anche se purtroppo non possiamo precisare lo scarto in mancanza dell’analogo dato relativo agli altri dipartimenti italiani. La classifica per dipartimento vede in testa la Stura, con 54 incorporati su l00 disponibili, seguita da Dora (46), Sesia (42), Montenotte (40), Po e Marengo (39), Appennini (37) e Genova (36). Malgrado il buon piazzamento, la Sesia figura però al primo posto tra i dipartimenti in debito di coscritti, con 17 su 100, seguita da Appennini (15), Genova (13), Montenotte e Marengo (11), Stura (10), Dora (9) e Po (meno di 6).

Contingenti  del 1806-1810 ripartiti per classe di età

Classe

27e DM

28e DM

Parma

Elba

Totale

% Leva totale

% della popolazione

1806

4.577

2.795

572

54

7.998

7.18

0.27

1807

4.713

2.627

832

26

8.198

7.59

0.27

1808

4.889

2.594

860

29

8.372

7.66

0.28

1809

4.745

2.520

1.205

31

8.501

7.64

0.28

1810

5.037

2.529

1.081

22

8.669

7.43

0.29

Totale

23.961

13.065

4.550

162

41.638

7.44

1.40

Esito delle  leve delle classi 1806-1810 nei dipartimenti transalpini

Leve

27e DM

28e DM

Parma

Elba

Totale

% degli iscritti

Media Impero

Popolazione

1.585.801

993.813

381.087

13.500

2.974.201

-

-

Iscritti

88.242

48.862

16.419

922

154.445

-

-

Riformati

37.733

15.900

3.073

199

72.606

47.02

36.51

Esentati

2.491

2.143

69

177

4.880

3.16

?

Disponibili

48.018

30.819

13.277

546

92.660

60.01

?

Renitenti

2.521

4.763

797

35

8.116

5.25

?

Chiamati

23.961

13.065

4.550

162

41.638

27.0

29.59

Disertati

1.004

1.096

225

24

2.349

1.52

?

Eccedenti

631

404

-

-

1.035

0.67

?

Incorporati

22.321

11.652

3.190

117

37.280

24.14

28.11

Dovuti

2.351

1.676

1.360

45

5.432

3.51

?

Volontari

2.521

?

?

?

?

?

?

Veliti

164

?

?

?

?

?

?

Liberi

20.601

12.775

7.900

429

41.705

27.01

?

Confronto tra i dipartimenti della 27e e 28e Division Militaire

Dipartimenti

Dora

Maren

Po

Sesia

Stura

Appenn

Genova

Monten.

Iscritti

Riformati

Esenti

13.040

5.484

389

17.117

4.197

687

21.500

9.704

712

11.594

5.379

285

24.991

12.969

418

10.476

2.600

730

22.336

8.303

590

16.050

4.997

823

Disponibili

7.167

12.239

14.084

5.930

11.604

7.146

13.443

10.230

Incorporati

% iscritti

% dispon.

3.284

25.2

45.8

4.751

27.8

38.9

5.529

25.7

39.2

2.472

21.3

41.9

6.285

25.1

54.2

2.614

24.9

36.8

4.898

21.9

31.5

4.145

25.9

40.6

Contingente

Dovuti

%  sul ctg

3.566

323

9.0

5.263

567

10.9

5.835

330

5.65

2.930

504

17.4

6.367

618

9.7

2.959

441

15.2

5.529

735

13.3

4.577

500

11.1

Fonte: Compte général sur la conscription de 106 à 1810 par Lacuée (Archives Nationales, AF 1124), riportato in F. Frasca, Reclutamento e guerra, 1993, pp. 11-24 e 108-110.

In queste cifre non sono inclusi 2.050 scapoli della classe 1809 levati nei dipartimenti toscani (12 gennaio 1809) e romani (20 marzo 1810).

I reggimenti di destinazione dei coscritti transalpini nel 1806-10

Purtroppo non ci è stato possibile ricostruire il quadro completo dei corpi di assegnazione dei coscritti transalpini, ma soltanto quelli delle leve ordinarie del 1806, 1807, 1808 e 1809 e del secondo recupero sulle classi 1806-09 (che sommano a 27.549 coscritti sul totale di 32.8073). Su questi contingenti furono assegnati ai corpi di esclusivo reclutamento italiano solo 4.480 coscritti, pari al 16,3 per cento del totale. In particolare:

·        1.111 al 31e léger (779 Stura e 332 Sesia);

·        1.185 al 32e léger (94 Appennini, 179 Montenotte, 557 Genova, 176 Parma);

·        1.123 al 111e de ligne (tutti del Po: 289 + 682 + 382 + 370 delle 4 classi);

·        891 ai Tirailleurs du Po (44 Stura, 200 Sesia, 343 Genova, 84 Appennini, 220 Po);

·        80 del 21e dragons (tutti  piemontesi, classe 1806);

·        90 del 26e chasseurs (80 piemontesi 1806,  10 Dora 1808).

Il resto fu ripartito tra ben 71 corpi francesi, senza contare le aliquote fisse destinate ai fucilieri della guardia, ai carabinieri e ai corazzieri;

·        4 reggimenti dragoni (8e, 13e, 18e, 26e);

·        8 reggimenti cacciatori a cavallo (7e, 10e, 13e, 16e, 20e, 21e, 28e, 31e);  

·        8 reggimenti d’artiglieria (1er, 3e, 4e. 5e, 6e RAP, 2e e 3e RAC, RAMa);

·        una compagnia operai (3e);

·        3 battaglioni del treno d’artiglieria (3e, 8e, 9e);

·        5 battaglioni del genio (2e, 4e, 5e sapeurs, 1er pontiers, mineurs). 

·        16 reggimenti leggeri (2e, 6e, 7e, 9e, 10e, 12e, 13e, 16e, 17e, 19e, 21e, 24ee, 25e, 26e, 27e, 28e);

·        22 reggimenti di linea (3e, 4e, 16e, 18e, 19e, 24e, 26e, 34e, 30e, 54e, 57e, 59e, 61e, 63e, 64e, 66e, 68e, 76e, 82e, 88ee, 94e, 105e);

·        4 legioni di riserva (Metz, Reims, Versailles e pure Grenoble);

Dal Courier de Turin del 1809 risulta che almeno 550 dei 968 coscritti del 1810 e delle leve complementari 1806-09 partiti in febbraio e maggio dal dipartimento del Po erano destinati al 111e, altri 160 ai Tirailleurs du Po e al 17e légère e 100 ai fucilieri e ai coscritti della guardia, senza contare i 73 che costituivano il contingente dipartimentale per il nuovo battaglione dei veliti di Torino.

L’assegnazione dei coscritti italiani rifletteva i criteri di massima stabiliti da Napoleone: il 20 marzo 1807, da Ostenda, aveva scritto ad esempio a Lacuée di non immettere piemontesi nella legione di riserva di Grenoble, ma solo in quelle più lontane di Metz, Rennes e Parigi, pur raccomandando di mantenere la composizione piemontese del 31e léger, 111e de ligne e 26e chasseurs e dei Tirailleurs du Po. Il 18 aprile, da Finkenstein, ribadiva la disposizione, aggiungendo però di non mandare piemontesi a corpi di stanza nella Penisola. Il 7 settembre 1809, da Schönbrunn, spiegava a Clarke di aver voluto il reclutamento regionale dei tirailleurs corsi e padani per facilitare la leva, accattivando i coscritti con la prospettiva di poter restare almeno fra compatrioti. Ai corpi regionali non era perciò riconosciuto alcun rilievo geopolitico: anzi se ne avessero avuto sarebbero stati aboliti, come chiarisce bene una lettera di Napoleone a Davout del 25 marzo 1811 da Parigi, in cui diceva che il 31° (o 32°?) leggero e il 111° di linea non potevano stare insieme, perché “ce serait deux régiments étrangers dans la même division” [altra riprova che l’imperatore continuava a considerare “stranieri” coloro che aveva ufficialmente elevato al rango di “nouveaux français”].    

Del resto già a partire dal 1806 il carattere regionale dei reggimenti derivanti dai vecchi corpi piemontesi e liguri aveva cominciato ad attenuarsi: infatti il 21e dragons ricevette un contingente del Daube e in seguito fu alimentato esclusivamente con reclute francesi (Isère, Nievre, Sarre, Aisne, Lys, Roer e Mont-Tonnerre). Il 26e chasseurs seguì nel 1807 ricevendo reclute da Orne e Roer e in seguito da Meurthe, Gironde, Vienne, Dyle, Haute-Loire, Aveyron e Calvados. Sempre nel 1807 il Puy-de-Dôme fornì un’aliquota al reggimento cuneense (31e léger), e nella leva straordinaria al 32e (che ne ricevette pure dall’Haute-Loire). Perfino il 111e attenuò il suo carattere taurinense ricevendo coscritti dei dipartimenti di Genova e Haut-Rhin (leva straordinaria) e Côtes-du-Rhône (leva supplementare).

D. Le leve del 1811-1814 In Piemonte, Liguria, Parmense, Toscana e Roma

Le leve decretate nel 1811

Nel 1811 furono chiamati complessivamente 152.992 coscritti, inclusi 19.658 dei territori di nuova annessione e 13.334 della marina. Con senatoconsulto del 13 dicembre 1810 fu infatti autorizzata la leva di 120.000 nati nel 1791, chiamati in due blocchi, i primi 80.000 il 3 febbraio 1811 e il resto il 1° giugno, con partenze dal 15 al 30 agosto.  Erano eccettuati dalla ripartizione i dipartimenti di nuova annessione (tedeschi, olandesi, toscani e romani) nonché i comuni costieri di 30 dipartimenti (inclusi i tre liguri) il cui gettito era riservato “pour la conscription du service de mer”. Il senatoconsulto autorizzava infatti il ministro della marina a levare 10.000 coscritti da ciascuna delle classi 1813, 1814, 1815 e 1816, ma questa norma fu presto modificata con senatoconsulto del 19 febbraio 1811, che spalmava il totale di 40.000 coscritti di marina non più su quattro ma su sei classi, includendovi pure il 1811 e il 1812 e riducendo il contingente annuo a 6.667. Da notare che il contingente di mare del 1811 fu chiamato con decreto imperiale del 10 febbraio, precedendo dunque di nove giorni la formale modifica della legge. Il contingente di mare del 1812 fu pure chiamato in anticipo con decreto del 14 luglio e circolare del 26, stabilendo la partenza entro il 15 ottobre.

Il senatoconsulto del 21 gennaio 1811 autorizzava la leva di 9.000 olandesi delle classi 1808-10, di cui un terzo per la marina. Nel 1811 ne furono chiamati 7.200, metà del 1808 (3 febbraio) e metà del 1809 (11 agosto). Furono inoltre chiamati 8.536 toscani e romani (3.635 del 1810 il 3 febbraio e 4.901 del 1811 l’11 agosto: ma in precedenza ne avevano già dati 2.050 del 1809). E infine 3.500 del 1810 dai tre dipartimenti tedeschi (32e Division) e 422 dalla Lippe.

Il totale non include 1.600 volontari levati fra i figli dei guardaboschi (“flanqueurs de la garde”, 4 settembre), né le migliaia di soldati bambini, mozzi dodicenni per la marina (gennaio) e i primi 1.700 “pupilli della guardia” levati negli orfanotrofi il 20 giugno e militarizzati il 10 gennaio 1812). 

Le leve decretate nel 1812

Nel 1812 il livello della coscrizione fu più che raddoppiato, arrivando a 325.311 uomini. Con senatoconsulti del 20 dicembre 1811 e del 13 marzo e 1° settembre 1812 fu infatti autorizzata la leva di 120.000 della classe 1812, di 78.644 delle classi 1807-1812 e di 120.000 della classe 1813 [più un’aliquota complementare di 17.000], mentre il 24 agosto l’imperatore chiamò i 6.667 marinai del 1813. La chiamata del 1812 avvenne in febbraio, ma quella delle altre leve fu immediata. Tuttavia i tempi di esecuzione si allungarono: una circolare del 1° settembre ai prefetti lamentava che non fosse ancora completata la leva del 1812 e una del 25 sulla leva del 1813 prescriveva tassativamente di completarla prima della fine dell’anno. 

In particolare la leva supplementare sulle classi 1807-12 fu presentata come attivazione di 88 coorti di “guardia nazionale di I bando” [per un completo di 92.372, inclusi 13.728 ufficiali e graduati presi dai militari in pensione o in riforma], che non potevano essere impiegate fuori dei confini ma solo “à la garde des frontières, à la police intérieure, à la conservation des grands dépôts maritimes, arsenaux et places fortes”. E questo artifizio servì pure a giustificare l’aumento del contingente imposto alla classe 1813, perché l’aliquota complementare di 17.000 era destinata a “remplacer le hommes manquant au complet des cohortes” [e per questa ragione non ci sembra corretto sommarla al totale]. In realtà le guardie nazionali di I bando erano coscritti a tutti gli effetti. Già la circolare ministeriale del 20 marzo li chiamava più francamente “gardes nationaux de recrutement” distinguendoli dalle guardie nazionali “in attività momentanea” (“réquises”). Un’altra del 26 giugno regolò le questioni amministrative dipendenti da trasferimenti “a domanda” (solo individuali o pure collettivi?) nella linea [“des gardes nationaux faisant partie des cohortes ayant obtenu de servir dans les troupes de ligne”]. E’ vero che la circolare 30 ottobre, sulla leva del 1813, prescriveva di mandare alle coorti solo i coscritti coi numeri più alti, ma le restrizioni nell’impiego vennero meno assai presto, perché già il 12 gennaio 1813 fu ordinata la riunione delle coorti per quattro in 22 nuovi reggimenti di linea (poi sanzionata con decreto imperiale del 21 febbraio, mentre con altro del 13 marzo le 88 compagnie d’artiglieria delle coorti furono ripartite fra 9 reggimenti a piedi dell’arma.    

Le leve decretate nel 1813

Nel primo semestre del 1813 furono chiamati 472.576 uomini, di cui 420.000 coscritti (240.000 del 1814 e 180.000 supplementari delle classi 1807-12), 22.000 volontari di cavalleria (12.000 ussari e 10.000 guardie d’onore), 7.710 olandesi e tedeschi, 6.666 marinai e 16.200 guardie nazionali requisite. La leva dei 240.000 coscritti del 1814 e dei primi 100.000 supplementi (sulle sole classi 1809-12) fu autorizzata con un senatoconsulto dell’11 gennaio 1813, che tuttavia limitava a 150.000 i coscritti del 1814 immediatamente disponibili per il fronte, destinandone 90.000 “à la défense des frontières de l’Ouest et du Midi”. Con decreto imperiale del 20 gennaio 1813 ne furono chiamati 140.431, lasciando in riserva 9.569 coscritti del 1814 dei dipartimenti olandesi, tedeschi e del Sempione; in compenso chiamava 4.653 olandesi del 1812 e 3.057 tedeschi del 1813. Il decreto stabiliva l’inizio delle operazioni di leva del 1814 al 10 marzo e la partenza dal 1° al 10 aprile. Con circolari del 16 e 17 febbraio il direttore generale della coscrizione prescrisse però che per la leva complementare le operazioni terminassero il 20 febbraio e consentì il recupero dei riformati, facilitando le surrogazioni. Intanto il 18 gennaio era stata decretata una sottoscrizione nazionale tra corpi politici, dipartimenti e privati per donare all’imperatore 12.000 cavalieri montati (poi indicati come “ussari”) e l’11 febbraio furono chiamati i marinai del 1814.

Il 3 aprile un altro senatoconsulto autorizzò un’ulteriore leva di 180.000 uomini per le Armate attive, composta da tre aliquote: 10.000 volontari a cavallo imposti all’aristocrazia e ai maggiori contribuenti (guardie d’onore); 90.000 coscritti supplementari del 1814; 80.000 scapoli delle classi 1807-1812 (qualificati “guardie nazionali”) “pour le recrutement de l’armée et la formation d’une armée de réserve”. Con circolare del 5 aprile si prescrisse di formare quest’ultimo contingente attingendo in primo luogo al dépôt de sort, poi al dépôt de droit e infine ai riformati. Lo stesso giorno Napoleone decretò la riorganizzazione della guardia nazionale e la creazione di 291 coorti (174.600 uomini) in 49 dipartimenti di frontiera e altre 37 millenarie in 19 piazze marittime (esclusa Genova). Tuttavia queste unità, reclutate su 20 classi di età (dai 20 ai 40 anni), restavano sulla carta, tranne un’aliquota di 16.200 (108 compagnie poi raggruppate in 27 coorti e 10 reggimenti) alimentata a rotazione semestrale dalle sole coorti di frontiera.

Il senatoconsulto del 24 agosto autorizzò la leva di 30.000 scapoli delle classi 1814, 1813, 1812 “et antérieurs” per i corpi dell’Armée d’Espagne, gravante solo sui 24 dipartimenti dei Pirenei, della Charente e del Basso Rodano, che avevano 7 milioni di abitanti. Un senatoconsulto del 9 ottobre estese la misura ad altri 86 dipartimenti (esclusi olandesi, toscani, romani e la Corsica) che dovevano dare altri 120.000 scapoli delle stesse classi. Inoltre autorizzò la leva di 160.000 coscritti del 1815. Il senatoconsulto fu firmato dall’imperatrice reggente e per questa ragione i coscritti diciottenni che, chiamati il 10 gennaio 1814, si batterono valorosamente contro l’invasore, rimasero nell’epopea nazionale con l’eponimo di “les Marie-Louise”. Per questa leva l’altezza minima fu ridotta a 1,53 e furono ulteriormente facilitate le surrogazioni (circolari del 21 e 26 ottobre).

Un senatoconsulto del 15 novembre autorizzò ancora altri 300.000 scapoli delle tredici classi dall’anno XI al 1814, metà da levare “sur-le-champ” e il resto designati per la riserva e chiamati solo in caso d’invasione del territorio nazionale. Prendendo atto che la precedente leva supplementare aveva certamente “épuisées” le classi 1808-14, la circolare del 21 novembre prescrisse, pur senza trascurare la “lente et pénible recherche” dei pochi disponibili non ancora presi, di cercare principalmente gli uomini nelle classi anteriori, raccogliendo, “sans restrictions, toutes les ressources”, senza più riguardo ai sostegni di famiglia. Il 17 dicembre fu decretata la mobilitazione di 184.861 guardie nazionali per la difesa delle piazzeforti, il 15 gennaio 1814 il passaggio nella Jeune Garde di tutti gli operai disoccupati dei territori intorno alla capitale. Ancora il 26 marzo Napoleone ordinava il compimento della leva del 1815 nei dipartimenti invasi dal nemico devolvendo ai sindaci tutti i poteri dei consigli di reclutamento e autorizzandoli a stendere le liste sulle dichiarazioni dei giovani e a far condurre gli arruolati da “citoyens dévoués”. Ma il 4 aprile il governo provvisorio revocò tutte le leve in corso e ordinò di rimandare a casa le reclute. 

I contingenti transalpini nelle leve del 1811-1813

I contingenti imposti nel 1811 ai dipartimenti italiani ammontarono a 16.575, il 10,8 per cento del totale. La cifra include 3.945 piemontesi, 3.152 liguri (1.426 di terra e 1.726 di mare), 1.183 parmensi, 29 elbani,  5.615 toscani e 2.651 romani. Questi ultimi in particolare appartenevano alle classi 1810 (2.365+1.000) e 1811 (3.250+1.651) chiamate il 20 febbraio e l’11 agosto; i marinai alle classi 1811 (767) e 1812 (959) chiamate il 13 febbraio e il 14 luglio; e tutti gli altri (6.583, di cui 4.738 attivi e 1.845 di riserva) alla classe 1811, partita in febbraio (attivi) e agosto (riserva).

La pressione fu raddoppiata nel 1812, quando furono chiamati 33.246 coscritti italiani delle classi 1812 (13.757) e 1813 (12.866), della guardia nazionale di I bando (5.619 inclusi nella cifra 944 complementi del 1813) e della leva di mare 1814 (1.004). Il contingente rappresentava il 10,2 per cento del totale e il 6.7 per mille della popolazione. A questi si debbono aggiungere i veliti di Torino e Firenze, come si ricava pure da una lettera di Napoleone del 20 giugno da Gumbinnen, in cui ordinava di completarli con coscritti aventi i requisiti necessari, designato dai prefetti delle DM 27e, 28e e 29e tra i richiamati della guardia nazionale di I bando, senz’alcuna deduzione del contingente previsto dal decreto dell’11 aprile.

Contingenti transalpini chiamati nel 1812

Leve

27e Division

28e Division

29e Division

30e Division

Totale

Piemonte

Liguria

Parma

Toscana

Roma

1812

4.852

1.585

1.209

3.289

2.822

13.757

GN I B

1.776

1.299

568

988

988

5.619

1813

5.499

1.540

1.204

2.777

1.846

12.866

Marina

-

1.004

-

-

-

1.004

Totale

12.127

5.428

2.981

7.054

5.656

33.246

Cpl GN*

166

347

205

108

118

944

* Aliquota della classe 1813 per il completamento delle coorti di I bando della GN. Nelle leve del 1812-13 il contingente elbano è incluso in quello del dipartimento di Livorno (29e Division).  

Nel 1813 furono chiamati 65.017 coscritti italiani, ma la cifra non include gli ussari e le guardie d’onore (circa 2.000) mentre in compenso include pure i contingenti imposti sulla classe 1815 (18.894), che certo non poteva più essere chiamata nei dipartimenti romani e toscani già occupati ostilmente dai napoletani e probabilmente non lo fu nemmeno in quelli della 27e e 28e DM. Si può dunque stimare che la pressione effettiva sia stata di circa 46.000 uomini, pari al 6 per cento del totale.  

Contingenti transalpini chiamati nel 1813

Leve

27e Division

28e Division

29e Division

30e Division

Totale

Piemonte

Liguria

Parma

Toscana

Roma

1814 terra

5.134

1.964

1.383

2.896

2.138

13.515

1814 mare

-

952

-

-

-

952

1809-12

3.848

1.550

582

2.906

2.800

11.686

1807-12

2.871

1.830

769

-

-

5.470

120.000

3.600

1.200

300

-

-

5.100

300.000

5.800

2.900

700

-

-

9.400

Totale parz

21.253

10.396

3.734

5.802

4.938

46.123

1815

7.121

3.899

1.787

3.349

2.738

18.894

Totale

28.374

14.295

5.521

9.151

7.676

65.017

Nell’ultimo triennio della dominazione francese furono dunque chiamati 95.944 coscritti italiani, senza contare 18.894 della classe 1815 e nemmeno i circa 2.000 volontari a cavallo. Se si aggiungono 67.256 coscritti chiamati nel 1802-1810 e 1.331 (1.043 di terra e 288 di mare) del circondario ex-ligure di San Remo, il totale arriva a 164.551, di cui metà piemontesi, pari ai contingenti imposti al Regno d’Italia (167.533, inclusi 8.067 marinai) ma con un maggior tasso di reclutamento rispetto alla popolazione del 1812 (4,9 milioni contro 6,7 del Regno italico), in media del 3,3 per cento ma in Piemonte del 5,3.     

Riepilogo dei contingenti transalpini chiamati nel 1802-1813

Chiamati nel

27e Division

28e Division

29e Division

30e Division

Totale

Piemonte

Liguria

Parma

Toscana

Roma

IX-XIII

19.303

-

-

101

-

19.404

XIV

3.002

838

200

24

-

4.064

1806-10

23.961

13.065

4.550

1.712

500

43.788

1811

3.945

3.152

1.183

5.644

2.651

16.575

1812

12.127

5.428

2.981

7.054

5.656

36.371

1813

21.253

10.396

3.734

5.802

4.938

46.123

Totale parz

83.591

32.879

12.648

20.337

13.745

163.200

popolazione

1.585.801

993.813

381.087

1.088.596

880.000

4.929.297

% reclutam.

5.27

3.31

3.32

1.87

1.56

3.31

Classe 1815

7.121

3.899

1.787

3.349

2.738

18.894

Totale

90.712

36.778

14.435

23.686

16.483

182.094

I contingenti imposti all’Impero dall’anno VII al 1813 ammontano in totale a 2.679.957, pari in media al 44 per cento circa degli iscritti di leva (4.308.704 delle tredici classi VII-1810 e forse 1,8 milioni delle cinque classi 1811-145). Per gli anni dall’XI al 1813, in cui erano inclusi contingenti italiani, il totale dei contingenti è di 2.244.104. La quota degli italiani, contando stavolta la classe 1815 e forse 4.000 tra veliti, ussari e guardie d’onore, è di circa 186.000, pari all’8,3 per cento del totale.

Naturalmente, mancando i conti consuntivi relativi all’ultimo triennio, non è possibile calcolare il numero degli effettivamente incorporati, ma, considerando che negli anni XI-1810 furono in tutto 59.601, che negli anni 1806-1810 si registrava un deficit medio del 10,4 e che questo può essersi accentuato per le leve del 1813, si può azzardare una stima di 144.000 coscritti incorporati, più 8-10.000 leve speciali (2.682 volontari e 280 veliti imperiali appartenenti alle classi di leva negli anni IX-l810 e 5-6.000 tra allievi di scuole militari, Legion du Midi, veliti di Torino e Firenze, ussari e guardie d’onore).   .  

I reggimenti di destinazione dei coscritti transalpini nel 1811-13

Purtroppo anche per queste leve non abbiamo dati incompleti. Gli unici disponibili riguardano la riserva del 1811 e i contingenti del 1813. La riserva 1811 delle Divisioni 27a e 28a fu ripartita tra 20 reggimenti di fanteria, inclusi i fucilieri della guardia (10 per dipartimento) e il 31e légère (91 del Montenotte). Dei 3.365 coscritti del 1810 levati nelle altre due divisioni, mille (800 toscani e 200 romani) furono assegnati al 31e légère, e 1.738 (1.187+551) al 113e de ligne costituito con le ex-truppe etrusche. Altri 300 (200+100) andarono al 28e chasseurs erede dei dragoni toscani, 100 (solo romani) al 32e légère, 15 (solo romani) al 4e cuirassiers, 35 (solo toscani) al 4e RAP, 130 (100+30) ai fucilieri della guardia, e 12 (8+4) ai carabinieri.

Sommando le quote di coscritti italiani assegnate ai vari corpi nel 1813 si arriva a un totale di 42.717, ossia ai due terzi del totale dei contingenti richiesti nel corso dell’anno. Di questi circa un quarto (10.511) fu assegnato ai reggimenti “italiani”: 11e léger a Wesel (1.138), 31e a Navarreins (1.390), 32e a Tolone (1.968), 111e de ligne a Spira (2.306), 113e a Orléans (2.690), ma pure 21e dragons a Saintes (148), 26e chasseurs a Saumur (252), 28e a Orléans (641), 13e hussards a Colmar (30), 14e hussards a Orléans (48). Inoltre 337 furono assegnati alle compagnie dipartimentali e 2.056 a depositi d’artiglieria, del treno e del genio dislocati ad Alessandria (1.138), Piacenza (646), Verona (162), Tolone (100) e Bayonne (10 operai). Pure 3.550 fanti furono assegnati a depositi di stanza in Italia (1.666 a Padova, 500 a Vicenza, 384 a Udine, 500 a Pesaro, 500 a Roma), mentre 13.404 furono assegnati a depositi dislocati nella Francia del Sud-Est (2.827 a Marsiglia, 1.444 a Tolone, 669 a Besançon, 3.270 a Grenoble, 1.639 a Chambéry, 1.827 a Ginevra e 1.728 a Lione), contro 12.859 spediti in dipartimenti più lontani. Tra questi ultimi un buon terzo era però formato dai coscritti destinati ai depositi di Courbevoie e Magonza per la guardia imperiale (2.538) e la Jeune Garde (2.171). Certo a causa dell’emergenza, queste destinazioni derogavano così vistosamente dal criterio fino ad allora seguito di non mandare reclute italiane in depositi da cui potessero disertare più facilmente. Si cercava inoltre di attenuare la renitenza dei dipartimenti ripristinando il carattere etnico (e non più regionale!) dei reggimenti, come si ricava dalla lettera del 10 dicembre 1813, da Orléans, in cui Napoleone ordinava a Clarke di assegnare al 113e de ligne 2.500 reclute piemontesi, ossia metà delle 5.000 aggiuntive imposte alla 27e DM.

Appendice

Le norme sulla coscrizione

La Direzione generale della coscrizione (1806-1814)

Già nell’agosto 1805 Napoleone aveva espresso il proposito di istituire un “ispettorato” della coscrizione. L’8 luglio 1806 creò in realtà una “direzione generale della coscrizione e delle riviste”, affidata a Jean Gérard Lacuée (1752-1841). La direzione, con sede presso la residenza di Lacuée in Rue de Grenelle 105, comprendeva un segretario particolare (Villeneuve), un segretario generale incaricato del Bureau des Revues (Cailliez), il Bureau de la conscription (retto dal commissario di guerra Hargenvilliers e articolato su 2 sezioni) e il Bureau des déserteurs (Seguin). Uomo politico e amministratore militare fin dall’Assemblea legislativa, presidente della sezione guerra del consiglio di stato, governatore della Scuola politecnica e generale di divisione, Lacuée fu creato in seguito ministro di stato (5 novembre 1807), conte di Cessac (1808), grand’aquila della legion d’onore (2 febbraio 1809) e infine ministro direttore dell’amministrazione della guerra (3 gennaio 1810), ufficio dal quale si dimise il 20 novembre 1813. Antoine Audet Hargenvilliers redasse un Compte général sur la conscription depuis l’an 7 jusqu’à l’an 13, pubblicato da Gustave Vallée nel 1937, nonché un volume di Recherches et considérations sur la formation et le recrutement de l’armée, pubblicato nel 1817.

Il 2 febbraio 1810 Lacuée fu sostituito da Guillaume Mathieu Dumas, conte di Saint Marcel (1753-1837), già quartiermastro generale della Grande Armée ad Austerlitz e dell’Armée d’Espagne, ministro della guerra a Napoli e capo di SMG nella campagna del Danubio. In questo periodo la direzione generale comprendeva un segretario generale (Combes, con sede in Rue de la Ville.l’Evêque 15), due Divisioni (Riviste e Coscrizione) con a capo Souillé e Hargenvilliers e il Bureau des déserteurs (Seguin). La Divisione coscrizione era articolata in tre bureaux (Desoye, Rouillard, Desjardins), incaricati rispettivamente delle operazioni di leva, della repressione dei refrattari e dei delitti in materia di coscrizione e della gestione economica (percezione delle ammende e delle indennità di riforma e rimpiazzo e pagamenti del soldo dei militari di reclutamento, delle spese di giudizio dei refrattari e delle gratifiche per gli arresti).

Se Lacuée lasciò a Dumas il Compte général sur la conscription de 1806 à 1810, fu merito del suo successore il testo unico delle norme in materia di coscrizione, l’Instruction générale sur la conscription del 1° novembre 1811, in 13 titoli e 1.275 articoli, che occupa 277 fitte pagine del Journal Militaire. Nelle sue memorie Dumas scrive di aver impiegato sei mesi nella redazione dell’Istruzione e che ogni giorno Hargenvilliers e i capi ufficio ne discutevano in sua presenza i singoli capitoli. Aggiunge, per dare un’idea della mole di lavoro della direzione generale, di aver scritto in due anni circa 70.000 lettere. Da notare che il 10 novembre 1811 l’Istruzione francese, in traduzione italiana e con qualche adattamento, fu mutuata dal ministro della guerra del Regno Italico, generale Achille Fontanelli. Nominato intendente generale della Grande Armée per la campagna di Russia, Dumas fu sostituito dal generale Etienne baron d’Hastrel de Rivedoux (1766-1846), ma solo nell’incarico di direttore generale della coscrizione, perché con decreto imperiale del 12 marzo 1812 le riviste furono riunite alla 1a Divisione (Fondi) del ministero della guerra. Mutò pure il segretario generale Combes, sostituito dal commissario di guerra Ramand. Gli uffici avevano sede nella maison Saint-Joseph, rue Saint-Dominique, faubourg Saint-Germain. D’Hastrel fu autore di rime ma anche di memorie, pubblicate postume nei Carnets de la Sabretache, che gettano luce sulle malversazioni e l’insipienza dell’amministrazione militare napoleonica.    

Le operazioni di leva

L’Instruction générale sur la conscription del 1° novembre 1811 prescriveva ai prefetti di ripartire il contingente dipartimentale in proporzione alla popolazione dei circondari e dei comuni. I sindaci erano incaricati di redigere, sugli atti dello stato civile, le liste comunali dei  nati nell’anno soggetto a coscrizione nonché dei rinviati delle leve precedenti. Le liste erano rivedute dal sottoprefetto del circondario, che, cantone per cantone, convocava tutti i sindaci e tutti i coscritti nel capoluogo per procedere, in presenza sua, di un ufficiale di reclutamento e di uno di gendarmeria, alla redazione della lista cantonale. Per primi erano iscritti i giovani delle classi anteriori “appelés de droit à marcher”, e di seguito i nati nell’anno, secondo l’ordine del numero estratto. Compiuta l’estrazione, il sottoprefetto procedeva all’accertamento dell’identità personale (testimoniata da almeno tre iscritti della stessa classe) e alla misurazione dell’altezza, dichiarando “capables de servir” quelli di oltre m. 1,54. Poi chiedeva a ciascuno se allegavano titoli di riforma o di esenzione, annotando le dichiarazioni sulla lista. I titoli erano poi esaminati dal consiglio di reclutamento composto dal prefetto, da un ufficiale generale o superiore e da un maggiore, con l’intervento  del capitano di reclutamento per voto consultivo. La visita era fatta da un medico sorteggiato un’ora prima da una lista di fiduciari.

Finalmente erano formati i contingenti comunali, composti da tre aliquote: I. “primi a marciare” (renitenti arrestati e rinviati delle classi precedenti); II. idonei senza titolo di esenzione (a loro volta classificati, in base al numero estratto e alla quantità di reclute imposta al comune, in “attivi”, “riserva” e “dépôt de sort”); III. idonei con titolo di esenzione (“dépôt de droit”). I coscritti erano assegnati ai reggimenti dal capitano di reclutamento esclusivamente base all’altezza e secondariamente al mestiere indicati sulle liste, senza esame personale diretto. Erano poi affidati al détachements de recrutement composto da gente distaccata a rotazione biennale da un determinato reggimento (un subalterno per circondario e un sergente e 2 caporali ogni 4 cantoni). Una volta giunti nel capoluogo di dipartimento, i coscritti venivano avviati ai depositi di destinazione in drappelli di 100 o 200 scortati dalla gendarmeria di brigata in brigata.  

I recuperi  volontari dalle classi anziane

Le Istruzioni del 31 dicembre 1806 introdussero l’iscrizione nelle liste della leva in corso degli omessi delle leve precedenti. Allo stesso scopo rispondeva una circolare del 6 marzo 1807 ai prefetti in cui si preannunciava l’ordine di completare i contingenti dovuti per l’anno XIII, non appena avesse ricevuto dai reggimenti il richiesto specchio delle reclute effettivamente ricevute da quella coscrizione. In tal modo si bilanciava pure l’abbassamento dell’età media dei soldati per effetto dell’anticipo della chiamata al 19° anno e della circolare del 27 novembre che aveva abbassato dal 18° al 16° anno l’età minima per contrarre l’arruolamento volontario (pur richiedendo per i più giovani il consenso del padre o del tutore). Quest’ultima circolare confermava pure una scarsa fiducia nella correttezza dei comandanti di corpo, vietando gli arruolamenti volontari diretti. L’esclusiva competenza per la stipula dei relativi contratti era infatti decentrata ai sindaci, che dovevano disporre la visita medica. I corpi non potevano rifiutare i volontari così arruolati, ma solo sottoporli a doppia visita (da parte del sanitario del corpo e di un esterno) e ricorrere eventualmente al direttore generale, al quale era riservata la decisione sul congedo. Una circolare ministeriale del 25 agosto 1809 spronò i prefetti ad agevolare gli arruolamenti volontari nei reggimenti dei tirailleurs e conscrits della guardia, ammettendovi pure i sedicenni e promettendo dopo due anni il passaggio nei fucilieri della guardia. Questi ultimi costituivano una specie di scuola sottufficiali, e vi erano ammessi in ogni leva da 2 a 7 coscritti di ogni dipartimento di alta statura e capaci di leggere, scrivere e far di conto. Volontari erano pure, ma solo di nome, i Flanqueurs de la garde come poi gli ussari, le guardie d’onore e gli operai della guardia. I Flanqueurs (decreto imperiale del 4 settembre e circolare del 18 ottobre 1811) dovevano reclutarsi con ferma quinquennale tra i figli e nipoti dei guardaboschi delle foreste imperiali o demaniali dai 18 ai 30 anni e alti almeno 1,68, sotto pena di perdere altrimenti la successione nell’impiego paterno. 

La prevenzione delle frodi in materia di idoneità fisica 

Poche settimane dopo la nomina, il direttore generale era già in grado di emanare le prime circolari (11 e 22 agosto 1806), basate su un’attenta analisi dei risultati della leva dell’anno XIV. Pur riconoscendo che era stata “en général exécutée avec célérité”, Lacuée stigmatizzava la poca energia con cui erano stati ricercati e puniti i renitenti e soprattutto il numero “impressionante” di riformati, “plus considérable” del solito. Malgrado ciò i reggimenti avevano ricevuto “un trop grand nombre d’hommes incapables de servir”, sicché era lampante la debolezza o la disonestà dei funzionari. Aveva perciò proposto all’imperatore di far seguire ad ogni leva una “révue de rigueur” di tutti gl’incorporati per scartare i non validi, imponendo ai comuni di rimpiazzarli e rimborsare allo stato le spese per soldo, pane, viaggio e vestizione.     

Le Istruzioni  emanate da Lacuée il 31 dicembre 1806 per la leva del 1807 miravano soprattutto a prevenire gli abusi in materia di riforma. Disponevano infatti l’accertamento dell’identità personale dei coscritti che allegavano malattie o imperfezioni, il rinvio alla leva successiva dei coscritti giudicati inabili solo temporaneamente (rivedibilità), l’invio alle compagnie pionieri non solo degli autolesionisti ma pure dei simulatori, e, per la prima volta, la visita medica per tutti senza eccezioni, mutando ogni anno il medico incaricato e pubblicandone il nome “le plus tard possible” per ostacolare le raccomandazioni. I prefetti dovevano far comprendere in tutti i modi che i certificati di malattia, “souvent vendus bien chèrement par des officiers de santé”, erano del tutto inutili. Una Istruzione del 25 marzo 1807 rese obbligatoria pure la seconda visita dei coscritti all’arrivo al corpo. Quelli ritenuti non idonei dovevano però restare al corpo fino all’arrivo del generale incaricato di ispezionare le nuove reclute, e venir visitati una terza volta dal medico che a tale scopo  accompagnava il generale.

Queste disposizioni furono confermate e rafforzate da un decreto imperiale del 6 gennaio 1807 che disciplinava il rimpiazzo dei riformati e l’indennizzo dei costi. Normalmente il primo incombeva al comune e l’altro al riformato abbiente, ma se si trattava di un surrogante, la sostituzione era a carico del surrogato, ovvero del comandante del corpo che l’avesse accettato. Il decreto stabiliva inoltre in 5 anni la ferma nelle compagnie pionieri e vi destinava, oltre ad autolesionisti e simulatori, pure chi comunque mostrasse “une volonté bien ferme de ne pas bien servir”. Stigmatizzando che i surroganti erano “trop souvent” mal idonei al servizio, che le miopie simulate diventavano “chaque jour plus nombreuses” e che in parecchi dipartimenti “l’intrigue” aveva cercato di perturbare la leva, la circolare 28 aprile 1807 assimilava l’estrazione dolosa di denti sani all’autolesionismo e cercava di limitare la corruzione dei medici prescrivendo che fossero sorteggiati un’ora prima della visita da una lista di fiduciari.

Le Istruzioni dell’8 febbraio 1808 prescrivevano di includere nelle liste di leva i rivedibili delle classi precedenti e di stracciare senza leggerli i certificati di malattia esibiti dai coscritti, osservando che in tal modo solo gli imbecilli avrebbero continuato “à en acheter”. Inoltre revocavano ai sottoprefetti la facoltà di riformare senza visita per difetto di statura, a meno che non fosse inferiore a m. 1,50. Infine denunciavano l’aumento di fraudolente sostituzioni di persona alla visita e persino durante le marce, la simulazione di ernie mediante iniezioni d’aria e di strabismo mediante specifici allenamenti e il moltiplicarsi di agenzie per procacciare riforme o surrogazioni.

Il recupero dei riformati  

Per ragioni di urgenza, con circolare del 5 luglio 1811 Dumas prescrisse eccezionalmente ai consigli di reclutamento di soprassedere alla verifica dei titoli di riforma e “ajourner” in blocco i richiedenti rinviandoli alla leva successiva. Con altre del 6 e 26 luglio prescrisse di pubblicare i nomi dei coscritti inviati alle compagnie pionieri e di non ammettere riforme per difetto di statura per le reclute destinate alla marina (nei dipartimenti soggetti alla leva di mare, come i tre liguri, i consigli erano integrati da un capitano di vascello). L’Instruction générale del 1° novembre 1811 prescrisse di riformare per difetto di statura solo i coscritti inferiori a m. 1,49 e “ajourner” quelli inferiori a 1,54, come pure i deboli di costituzione e quelli che allegavano difetti o malattie facilmente simulabili (ernie, ulcere, ritenzione o incontinenza, sordità, epilessia), e dichiarare senz’altro idonei balbuzienti e miopi. Una circolare del 20 agosto 1813, per mettere un freno alle mutilazioni di coscritti “se multipliant chaque année”, prescrisse ai prefetti di dare la massima pubblicità alla decisione d’impiegare comunque i mutilati nei battaglioni del treno equipaggi e nelle compagnie d’ambulanza, fermo restando l’invio ai pionieri di quelli condannati per autolesionismo.  

Le leve straordinarie e retroattive del 1812 e 1813 finirono ovviamente per rimettere in questione le riforme concesse nelle leve precedenti. Con parere del 26 marzo 1812 il consiglio di stato avallò, sia pure in caso di estrema necessità, l’inclusione dei riformati nella leva decretata dodici giorni prima per le coorti di primo bando. Lo stesso fu previsto per le leva retroattiva dei centomila delle classi 1809-12 dalla circolare 16 febbraio 1813, e altra del giorno successivo dispose, in caso di arruolamento, il rimborso della tassa di riforma pagata a suo tempo dal coscritto. Una circolare del 22 settembre 1812 biasimò tuttavia l’eccesso di zelo dei membri militari dei consigli di reclutamento che avevano opposto il veto alle riforme proposte dai membri civili col risultato di mandare ai reggimenti “grand nombre di giovani incapace di servire”. Un’altra di tre giorni dopo rimproverò i consigli che, per mostrare di aver riformato pochi coscritti, visitavano solo quelli che avevano estratto numeri bassi e avevano perciò maggiori probabilità di partire; infatti così compromettevano il gettito delle successive chiamate straordinarie dei disponibili, perché, non potendosi in tali chiamate urgenti far luogo a visita, chiunque avesse allegato malattie era senz’altro rinviato alla leva successiva.    

Esoneri provvisori dal servizio militare

Le Istruzioni del 31 dicembre 1806 estendevano l’esonero ai fratelli dei coscritti morti in attività di servizio, ai vincitori di “grand prix” di pittura e scultura, e agli allievi delle scuole politecnica, militare e per interpreti (“jeunes de langue”). La circolare 28 aprile 1807 estese l’esenzione ai fratelli appartenenti alla stesa classe di leva e ai figli unici di madre vedova. Le Istruzioni dell’8 febbraio 1808 estendevano l’esonero ai ministri del culto protestante e, caso per caso, ,pure agli aspiranti. Inoltre concedevano il “placement à la fin du dépôt” (cioè in coda alla lista dei sorteggiati) dei coscritti con fratello alle armi o morto in servizio, ai figli unici di madre vedova, al primogenito di ameno altri 2 orfani di entrambi i genitori e al figlio di padre povero di oltre 71 anni. I senatoconsulti del 10 settembre 1808 e del 5 ottobre 1809 limitavano ai soli scapoli la leva supplementare sulle classi 1806-1810, ma le Istruzioni di Lacuée del 12 settembre 1808 esclusero dall’esonero i vedovi e i divorziati, benché con prole. 

Una circolare del 5 luglio 1811 stabilì che per completare le quote comunali si potesse attingere al “dépôt de droit” (composto dagli esonerati) soltanto dopo che fossero interamente esauriti i “dépôts de sort” (composti dai coscritti coi numeri di estrazione più alti) di tutti gli altri comuni del dipartimento, per evitare l’ingiustizia verificatasi nelle ultime leve, quando si erano visti partire dei sostegni di famiglia e restare a casa dei disponibili.   

L’Instruction générale sur la conscription del 1° novembre 1811 riconobbe l’esenzione assoluta ai soli “grand prix”. Ecclesiastici, chierici destinati al sacerdozio, iscritti nella coscrizione marittima, operai delle fabbriche d’armi, medici impiegati nell’esercito o in marina, veterinari in servizio pubblico, allievi delle scuole militari, normali o d’arte, paggi imperiali e nati nei paesi recentemente annessi ammogliati prima dell’introduzione della coscrizione erano esonerati con riserva. Pure l’esonero dei sostegni di famiglia era limitato ai casi di assoluta necessità accertati dal prefetto, estendendolo però a beneficio dell’avo ultrasettuagenario e ai fratelli di militare riformato per ferita o causa di servizio e inoltre dando priorità a quelli la cui famiglia non ne aveva già beneficiato in precedenza. Il dépôt de droit delle classi 1806-1814 fu però interamente prosciugato per effetto delle leve straordinarie del 1813, per quanto ancora la circolare del 3 aprile 1813 consentisse ai prefetti di esonerare i sostegni di famiglia, sia pure col contagocce (“avec la plus grande réserve”). 

Surrogazione e sostituzione

Le Istruzioni del 31 dicembre 1806 concedevano la sostituzione per scambio di numero solo a favore del fratello più giovane, sostituito dal più anziano, e stabilivano che il surrogante dovesse essere di una delle sei classi immediatamente anteriori a quella del surrogato. L’Istruzione del 1811 ammise invece la substitution “de gré à gré” tra coscritti di una medesima classe e di un medesimo cantone per scambio di numero, esclusi però i primi a marciare, gli assegnati ai pionieri e gli ebrei [una norma di non facile interpretazione, tenuto conto della generale politica di equiparazione tra i “culti” cattolico, protestante ed ebraico]. Inoltre il sostituente iscritto nel dépôt de droit trasferiva il suo diritto al sostituito, e i sostegni di famiglia indigenti potevano così ricavarne denaro.

Veniva mantenuta la surrogation (rimpiazzo) “de gré à gré” tra coscritti di classi diverse ma dello stesso dipartimento, che era riservata ai più abbienti e fruttava allo stato un’imposta di 100 franchi. Per il surrogante erano stabiliti requisiti di età massima (30 anni, estesa a 35 e poi a 36 nel 1813) e altezza minima (1,65, poi abbassata a 1,62 e infine a 1,59) e in caso di riforma entro sei mesi o diserzione entro due anni il surrogato doveva rimpiazzarlo personalmente o con altro surrogante. L’Istruzione consentiva la surrogazione pure ai coscritti alle armi da almeno sei mesi [esclusi quelli in servizio in battaglioni o squadroni di guerra o nei reggimenti di renitenti o nelle compagnie pionieri], con facoltà di dare surroganti di qualunque dipartimento e fino a 40 anni di età.  Un decreto imperiale del 22 dicembre 1812 vietò, sotto pena di reclusione da uno a tre mesi, la surrogazione di coscritti francesi con cittadini italici e viceversa, punendo sia gli interessati sia gli intermediari.

La prevenzione della diserzione

Una nota in calce alle Istruzioni del 31 dicembre 1806 sottolineava la delicatezza del servizio di scorta ai drappelli di reclute, ricordando che per gli ufficiali addetti poteva essere l’occasione di rovinarsi la carriera oppure meritare un avanzamento a scelta. Con circolare del 15 febbraio stigmatizzò l’abuso degli ufficiali di reclutamento di concedere licenze alle reclute in attesa di partire dal capoluogo, allo scopo di appropriarsi delle indennità ad essi spettanti.

Una circolare del 24 luglio 1807 stigmatizzava e vietava le “vexations” abitualmente commesse dagli ufficiali e dai militari anziani a danno delle reclute. In particolare gli ufficiali di reclutamento, e, una volta arrivati ai corpi, i sergenti maggiori delle compagnie, li facevano oggetto di estorsioni, costringendoli, con “menaces et mauvais traitements” e “des moyens rigoureux et des violences”, a depositare il denaro che avevano portato da casa e a pagare “une bienvenue à l’ordinaire”.

Una circolare del 27 aprile 1811 raccomandava ai comandanti dei depositi di prevenire la diserzione delle reclute, facendo loro intendere che i “moyens de sévérité” recentemente adottati contro i renitenti sarebbero stati adoperati “con perséverance”, ma anche trattandoli “avec les égards et les soins” convenienti a gente novizia e badando che ricevessero scrupolosamente tutte lo loro spettanze.     

Con decreto imperiale del 19 novembre 1811 furono disciplinate le modalità per la ripartizione tra gli ufficiali e i gregari dei congedi semestrali che l’imperatore annunciava di voler concedere in futuro ad alcuni reggimenti. Per gli ufficiali decideva il comandante del presidio, dopo averli convocati in assemblea per mettersi possibilmente d’accordo da soli. Per i gregari decideva il comandante di compagnia. Nessun congedo fu però concesso! 

I reclutatori stranieri

Il fenomeno del press-gang, cioè dei reclutatori clandestini operanti   all’estero, non solo in paesi alleati o neutrali, ma pure in quelli nemici, fu assai diffuso durante le guerre napoleoniche, e indirettamente favorito proprio dalla coscrizione. In una lettera del 1805 Napoleone accennava sdegnato alla presenza di  “recruteurs anglais” nel territorio dell’Impero, ma c’erano pure considerevoli reclutamenti austriaci, prussiani, spagnoli e persino negli accampamenti dell’Armata di Boulogne, senza contare i l’“embauchage” o scippo di 977 mercenari fatto nel 1809 da Murat a danno dell’Armée de Naples per rinforzare la propria guardia reale (v. il nostro Storia Militare del Regno Murattiano, II, 33-35).

Una circolare di Berthier del 10 novembre 1806 metteva il sale sulla coda ai comandanti delle Divisioni Militari e ai prefetti, spiegando che l’imperatore non intendeva in alcun modo tollerare “aucun recrutement étrager dans ses états”; che non vi erano da fare distinzioni e che non era ammissibile che in Francia vi fossero recruteurs per conto di principi stranieri, non valendo in tale materia considerazioni “de voisinage et d’alliance”.    

La prevenzione e la repressione della renitenza

Con circolare del 1°  giugno 1806 Lacuée rese noto, sentito il ministro della giustizia, che l’emancipazione del coscritto non aveva effetto “en ce qui est de la conscription militaire”. All’istituto si ricorreva infatti in misura crescente per potersi trasferire in un domicilio diverso da quello dei genitori, o all’estero per perdere la cittadinanza, oppure in un comune soggetto alla leva di mare dov’era minore la probabilità di essere reclutato. L’incremento degli espatri allo scopo di sottrarsi alla leva è testimoniato dalla ministeriale del 23 giugno 1808 che prevedeva un premio di 60 franchi per la riconsegna di un renitente o un disertore da parte di agenti di governi esteri.   

Napoleone chiese due volte al consiglio di stato – che gli obbedì con riluttanza – di estendere pure ai genitori le misure repressive contro la renitenza. Nel maggio 1807 ottenne la facoltà del prefetto di spedire i garnisaires a casa del refrattario, e nel maggio 1809 una contorta presa di posizione contro una sentenza della cassazione la quale aveva assolto dal reato di favoreggiamento i padri processati per aver dato asilo ai figli renitenti. 

L’istituto dei garnisaires fu regolato con istruzioni del 18 agosto 1807. L’invio, disposto dal prefetto, era facoltativo nei comuni che avessero avuto renitenti, e obbligatorio se fossero stati più di 1/8 del contingente comunale, salvo però che a giudizio del prefetto l’invio potesse dare occasione a “d’autres inconvénients”, ossia a sommosse. Al servizio potevano essere comandati in primo luogo le guardie prefettizie, poi i militari di stanza, i veterani, i gendarmi e perfino i militari in pensione, fino ad un massimo di 4 per famiglia. La famiglia era tenuta a fornire loro vitto e alloggio, nonché la diaria spettante al grado (franchi 1,50 per il comune, 1,75 per il caporale, 2,25 per il sergente e 3,50 per l’ufficiale), più altri 2 franchi per il cavallo.

Con decreto 8 giugno 1808 gli undici depositi di coscritto refrattari furono ridotti a 8, destinandone sei alla fanteria di marina e formando con quelli di Genova e Tolone un battaglione per la difesa della Corsica un battaglione punitivo per i renitenti arrestati, dal quale, con decreto del 27 gennaio 1810 fu creato poi il Reggimento del Mediterraneo. Il 25 marzo 1810, in occasione delle nozze con l’arciduchessa Maria Luisa d’Austria, Napoleone decretò l’amnistia incondizionata per i renitenti della classe XIV e anteriori e per i militari disertati prima del 1° gennaio 1806: restavano però alle armi quelli nel frattempo incorporati a seguito di presentazione spontanea o arresto [Istruzione dell’8 aprile 1810]. Gli altri renitenti e disertori erano amnistiati a condizione di presentarsi e, per invogliarli, si garantiva ai primi che lo facessero l’assegnazione alle compagnie dipartimentali di riserva. L’amnistia ebbe però scarsissimo effetto e con decreto imperiale del 12 gennaio 1811 fu previsto un premio di 25 franchi per l’arresto dei renitenti, spettante pure ai militari incaricati per servizio. Con altro del 24 furono istituiti altri 3 reggimenti di refrattari nelle isole di Walcheren, Belle-Ile e Ré e l’11 marzo quello del Mediterraneo fu sdoppiato in due; tutti e 5 su 5 battaglioni di 600 uomini, per un totale di 15.000, senza contare sette depositi di refrattari (tra cui quelli di Genova, Livorno e Civitavecchia). 

Nella circolare del 25 marzo 1811 ai comandanti di corpo, Lacuée riconosceva il fallimento dell’amnistia: parecchi avevano “continué de fuir”, altri, presentatisi, avevano “deserté de nouveau”.  Si preoccupava perciò di smentire la voce di una prossima amnistia per la nascita del principe imperiale, preannunciava al contrario l’invio di colonne mobili con truppe scelte e generali esperti e dava ordine ai comandi territoriali e ai prefetti di assicurare che i renitenti fossero “recherchés, poursuivis, atteints … jusqu’au dernier”. Con decreto imperiale del 5 aprile furono infatti istituite le colonne mobili e fu prescritto, mancando i genitori, di mandare i garnisaires nelle case dei parenti prossimi. Con altro del 24 giugno le diarie da pagare ai garnisaires furono raddoppiate o triplicate a 4, 4 e mezzo, 5 e 6 franchi a seconda del grado. Analoghe disposizioni furono reiterate con circolare 23 agosto 1813 e un’Istruzione per la repressione della diserzione, di 36 pagine, fu emanata il 25 gennaio 1814. Con decreto del 23 aprile 1814 il conte d’Artois dichiarò lecito “de chercher à éluder” la legge sulla coscrizione caratterizzata da “riguer excessive” e perciò annullò tutte le procedure penali già compiute o in corso “pour faits et délits relatifs à la conscription”.

Bibliografia

CHUQUET, Arthur, Ordres et apostilles de Napoléon (1799-1815), Paris, Librairie ancienne Honoré Champion, Paris, 1911.

CONTANT, Dominique, Council of State's Recommendation to Napoleon on Conscription, documents submitted to Napoleon series, www.napoleon-series.org/.../c_conscripts1806.html

DUMAS de Saint Marcel, Guillaume Mathieu,  Instruction générale sur la conscription del 1° novembre 1811.

FORREST, Alan, Déserteurs et Insoumis sous la Révolution et l’Empire, Perrin, Paris, 1988.

FRASCA, Francesco,  “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 446-449.

FRASCA, Francesco,  Reclutamento e guerra nell’Italia napoleonica, Editoriale Programma, Padova, 1993.

GUERRINI, Domenico, La coscrizione militare in Francia nel periodo napoleonico, Scuola di guerra, Torino, Tip. Olivero e C., 1912.

HARGENVILLIERS, Antoine Audet, Compte général sur la conscription depuis l’an 7 jusqu’à l’an 13, pubblicato da Gustave Vallée, Paris 1937. (dati  italiani in FRASCA, op. cit.).

HARGENVILLIERS, Antoine Audet, Recherches et considérations sur la formation et le recrutement de l’armée, Paris, 1817.

LACUÉE de CESSAC, Jean-Gérard, Compte général sur la conscription de 1806 à 1810, Archives Nationales, AFIV 1124 (dati  italiani in FRASCA, op. cit., pp. 11-24 e 108-110)..

MARTINO, Antonio, “I soldati del Dipartimento napoleonico del Montenotte. Caduti e prigionieri durante la campagna di Spagna e Portogallo”, in Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria, N. S., XLII, Savona, 2006, pp. 261-332. 

MEREGA, Massimo, “Il servizio militare nella Repubblica Ligure e nei dipartimenti liguri dell’Impero francese 1797-1814” in Atti della Società  Ligure di storia patria, N. S., XXIII (XCVII) fasc. II, Genova, 1983, pp. 351-352.

PRESOTTO, Danilo, Coscritti e disertori nel Dipartimento di Montenotte. Lettere ai genitori (1806-1814), Editrice Liguria, Savona, 1990.

TESTU, Laurent-Etienne, Almanach Impérial, pour l’année M. DCCC. X (XI, XII, XIII), Paris.  

Tabelle Allegate

Coscrizione degli anni XI-XII (23 settembre 1802-22 settembre 1804)

 

Anno XI (*)

Anno XII (*)

Totale

Dipartimenti

Iscritti

Riformati

Incorp.

Iscritti

Chiamati

Incorp.

Iscritti

Chiamati

Incorp.

Dora

1.853

   

1.905

   

3.760

963

545

Marengo

2.282

   

2.923

   

5.205

1.340

650

Po

2.438

   

2.475

   

4.913

1.587

1.010

Sesia

1.336

   

1.500

   

2.836

801

489

Stura

2.743

   

2.715

   

5.458

1.591

924

Tanaro

2.427

   

2.538

   

4.965

1.193

746

27e Div.

13.781

   

14.056

   

27.837

7.475

4.358

I. d’Elba

65

   

46

   

111

   

(*) Nati dal 22 settembre 1781 al 21 settembre 1782 (XI) e dal 22 settembre 1782 al 21 settembre 1783 (XII). 

Coscrizione dell’anno XIII (23 settembre 1804-22 settembre 1805) (*)

Dipartimenti

Iscritti

Chiamati

Riformati

per statura

Refrattari

Principali Reggimenti

Dora

1951

492

650

364

61

5e léger (282 Stura – 120 Tanaro)

Marengo

2685

686

250

182

91

13e léger (100 Sesia)

Po

2395

826

1598

460

90

14e léger (160 Tanaro)

Sesia

1512

410

594

227

69

18e léger (100 Dora)

Stura

2531

814

1308

485

264

27e léger (175 Marengo)

Tanaro

2.245

610

     

31e léger (100 Stura)

27e Div.

11.074

3.838

4.400

1.718

575

81e de ligne (121 Dora)

I. d’Elba

51

20

9

-

0

82e de ligne (283 Po)

86e de ligne (80 Sesia) - 111e  de ligne (100 Po) - Cavalleria (25 Dora. 25 Marengo) - 8e RAP e cav. (25 Stura, 25 Sesia, 25 Tanaro)

(*) Nati dal 22 settembre 1783 al 22 settembre 1784. 

Coscrizione dell’anno XIV (23 settembre 1805-1 marzo 1806) (*)

Dipartimenti

Iscritti

Chiamati

Riformati

x statura

Refrattari

Principali Reggimenti

Dora

2124

710

450

399

129

18e léger (100 Dora)

Marengo

3064

494

356

182

103

25e léger (197 Marengo)

Po

2966

686

1395

569

120

27e léger (200 Marengo)

Sesia

1895

356

506

227

67

28e léger (121 Stura)

Stura

3771

756

803

607

187

31e léger (400 Stura)

27e Div.

13.820

3.002

3.510

1.984

606

12e de ligne (500 Tanaro)

Genova

5157

420

302

395

142

45e de ligne (121 Po)

Montenotte

2950

323

150

122

68

111e de ligne (400 Po)

Appennini

1578

95

316

194

11

20e dragons (45 Po – 45 Mar. – 45 Dora

28e Div. (+)

9685

838

768

711

221

21e dragons (45 Tanaro – 45 Stura)

Parma  Piac.

2612

200

150

115

22

2e du train (80 piemontesi)

I. d’Elba

46

24

11

0

2

 

TOTALE

2658

4.064

4.439

2.810

851

 

(*) Nati dal 23 settembre 1784 al 22 settembre 1785. 

Fonte: Conseil d’Etat, 18 Janvier 1808 (Napoleon-series)


LA COSCRIZIONE  DI TERRA NEI DIPARTIMENTI LIGURI

Anni

Chiamata

Dipartimenti

Totale

Genova

Montenotte

Appennini

S. Remo

XIV

27 agosto 1805 (*)

409

323

95

22

849

1806

3 agosto 1806

966

696

511

90

2.263

1807

18 dicembre 1806

1.155

890

620

81

2.746

1808

7 aprile 1807

824

619

413

82

1.938

1809

22 gennaio 1808

768

631

391

36

1.826

1810

10 settembre 1808

768

631

391

36

1.826

1806-09

idem

831

786

840

81

3.807

1806-09

18 aprile 1809

104

96

13

1810

idem

199

167

25

1806-10

5 ottobre 1809

308

322

35

1811

3 febbraio 1811

682

479

265

38

1.464

1812

29 dicembre 1811

760

525

300

38

1.623

1807-12

14 marzo 1812 GN

478

410

320

91

1.299

1813

2 settembre 1812

700

487

285

48

1.520

1813

2 sett. 1812 x GN

169

119

-

-

288

1814

20 gennaio 1813

854

660

450

48

2.012

1809-12

idem

600

601

350

62

1.613

1807-10

5 aprile 1813

799

587

449

78

1.913

1808-14

10 ottobre 1813

500

406

311

139

1.356

1814-XI

11 novembre 1813

1.200

700

1.000

?

2.900

1815

10 gennaio 1814

1.643

1.246

1.010

?

3.899

TOTALE dei contingenti

14.717

11.381

8.001

1.043

35.142

(*) I cantoni piemontesi ceduti dalla 27e Division ai nuovi dipartimenti liguri mantengono lo stesso contingente della coscrizione anno XIII, mentre i cantoni di nuova annessione danno 300 reclute al Régiment Ligurien (poi 32e léger)

LA COSCRIZIONE  DI MARE NEI DIPARTIMENTI LIGURI

Anni

Chiamata

Dipartimenti

Totale

Genova

Montenotte

Appennini

S. Remo

1806 (+)

3 agosto 1806

20

-

-

-

20

1809 (+)

22 gennaio 1808

72

101

32

-

205

1811

13 febbraio 1811

310

246

211

59

826

1812

14 luglio 1811

387

308

264

74

1.033

1813

24 agosto 1812

400

325

279

82

1.086

1814

20 gennaio 1813

370

307

275

73

1.025

TOTALE  vela di mare

1.559

1.287

1.061

288

4.195

Popolazione soggetta

160.057

124.637

109.867

n. d.

394.561

Tasso di leva marittimo

0.97

1.03

0.96

-

0.99

Da Massimo Merega, “Il servizio militare nella Repubblica Ligure e nei dipartimenti liguri dell’Impero francese 1797-1814” in Atti della Società  Ligure di storia patria, N. S., XXIII (XCVII) fasc. II, Genova, 1983, p. 340. Corrette le cifre relative ai contingenti 1806 e 1897 e aggiunte le coscrizioni delle classi 1812, 1814-XI e  1815 (omesse da Merega).  


INCIDENZA DELLA COSCRIZIONE  SULLA POPOLAZIONE LIGURE

Anni

Chiamata

Dipartimenti

Tot

Genova

Montenotte

Appennini

S. Remo

Coscritti di terra (- marina)

14.625

11.280

7.969

1.043

34.917

Coscritti di mare (incl. trasf.)

1.559

1.287

1.061

288

4.195

Totale coscritti

16.184

12.567

9.030

1.331

39.112

Totale secondo Merega

12.942

10.414

6.735

1.373

31.464

Differenza

+3.242

+2.153

+2.295

-42

+7.648

Popolazione stimata nel 1807

409.966

297.730

213.465

45.035

966.196

Tasso di reclutamento

3.95

4.22

4.23

3.0

4.05

Da Massimo Merega, op. cit.


ATTI DI MORTE DI MILITARI  LIGURI 1805-1815

Anni

Per ferite

Per malattie

Altre o ignote

TOTALI

 

GE

MN

AP

TOT

GE

MN

AP

TOT

GE

MN

AP

GE

MN

APP

28e D

1805

0

0

 

0

3

5

 

8

0

0

 

3

5

 

8

1806

4

0

 

4

41

39

 

80

2

2

 

47

41

 

88

1807

7

2

 

9

135

145

 

280

8

7

 

150

154

 

304

1808

8

2

0

10

138

96

1

235

10

15

0

156

113

1

270

1809

54

32

0

86

228

130

2

360

16

31

0

298

193

2

493

1810

27

18

1

46

259

115

0

374

21

5

0

307

138

1

446

1811

31

18

0

49

204

94

4

302

19

5

0

254

115

4

373

1812

20

11

1

32

200

141

2

343

19

10

0

239

162

3

404

1813

91

69

28

188

378

383

159

920

44

43

10

513

495

197

1.205

1814

1

30

21

52

4

272

134

410

1

30

9

6

332

164

502

1815

0

0

 

0

1

0

 

1

0

1

 

1

1

-

2

Totale

243

182

51

476

1.591

1.420

302

3.313

140

147

19

1.974

1.749

372

4.095

1794-1804

0

1

 

1

6

0

 

6

14

0

 

20

1

-

21

ASG Atti di morte: Prefettura francese b. 1505-1509 A; 1509 B (Appennini):  prefettura Montenotte 164-67. Da Massimo Merega, op. cit., pp. 351-352.


DIPARTIMENTO DI MONTENOTTE – LEVE 1806-1814

Popolazione 1812

289.823

Osservazioni

Iscritti nelle liste di coscrizione

32.800

11.32 % della popolazione

Deceduti anteriormente alla leva

1.450

4,42% degli iscritti e 0.5% della popolazione

Soggetti alla visita di leva

31.350

10,82% della popolazione

Non presentati

1.800

5.74% dei soggetti alla leva

Visitati dal Consiglio di reclut.

29.550

94,26% dei soggetti e 10,20% della popolazione

Riformati per motivi fisici *27.34% dei visitati.

8.065

Di cui 5.680 per difetto di statura (70.4%), 1.035 per difformità fisiche evidenti (12.8%) e 1.350 per infermità diffuse e palesi (16.7%).

Riformati perché “dediti al culto”

340

1.15% dei visitati

Riformati per altre cause

1.200

4.07% dei visitati

Idonei

19.445

62,1% dei soggetti alla leva e 6,7% popolazione

Ctg totali (di terra e di mare)

[12.567]

64,6% degli idonei, 40% soggetti, 4,3% popolaz.

Chiamati per sostituire i morti en route

271

I morti “en route” sono il 2,1% dei reclutati!

Chiamati per sostituire i disertori en route

1.191

I disertori “en route” sono il 9,5% dei reclutati!

Totale da arruolare

[14.029]

Per ottenere il ctg occorre arruolare il 111,6%

Di cui rimpiazzi a pagamento

1.426

11,4 % del contingente totale

Volontari

580

1,8% dei soggetti, 3%  idonei, 02% popolaz. 

Al 31 marzo 1812 risultano 272 pensionati, saliti nel 1817 a 700 (3.4% dei 16.000 militari arruolati).

Da Danilo Presotto, Coscritti e disertori nel Dipartimento di Montenotte. Lettere ai genitori (1806-1814), Editrice Liguria, Savona, 1990. Distribuzione tra i distretti: Acqui 33% e Ceva 21% = Piemontesi 54%; Porto Maurizio 25% e Savona 21% = Liguri 46%. Le cifre tra parentesi quadre sono ricavate dalla somma dei contingenti richiesti al Dipartimento.


CADUTI DEL DIPARTIMENTO DI MONTENOTTE IN SPAGNA1808-1813

Caduti per Reggimento

Reggimenti

Coscritti del Montenotte

 

Reggimenti

Coscritti del Montenotte

Assegnati

Anno

Caduti

Assegnati

Anno

Caduti

32e léger

73

1808

46

 

A riportare

2.300

-

234

8e léger

269

1811

36

17e léger

45

1806

9

66e de ligne

606

1808

30

L. du Midi

-

-

7

58e de ligne

361

1808

27

31e léger

91

1811

7

2e léger

117

1806

17

3e RAP

25

1808

6

114e de ligne

-

-

15

 

21e chass.

103

1806

4

27e léger

180

1806

12

 

2e provisoire

-

-

3

26e léger

256

1808

12

 

59e de ligne

61

1806

2

122e de ligne

-

-

10

 

130e  ligne

-

-

2

117e de ligne

88

1811

10

 

1e L. réserve

-

-

1

116e de ligne

157

1812

10

 

1 Auxiliaire

-

-

1

L. Versailles

193

1807

9

 

Imprecisato

-

-

74

Tot. parziale

2.300

-         

234

 

TOTALE

2.625

 

350

Caduti per anno e causa di morte

Anni

Per ferite

tasso

Per malattia

Imprecisate

Totale

1808

5

16

24

2

31

1809

17

26

45

3

65

1810

16

20

61

3

80

1811

20

34

38

1

59

1812

5

6

73

1

79

1813

16

44

17

3

36

TOTALE

79

22.6

258

13

350

Da Antonio Martino, “I soldati del Dipartimento napoleonico del Montenotte. Caduti e prigionieri durante la campagna di Spagna e Portogallo”, in Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria, N. S., XLII, Savona, 2006, pp. 261-332.


3.259 CERTIFICATI DI MORTE DI MILITARI DEL DIP. DI MONTENOTTE

Causa di Morte

Numero

%

Località di morte

Numero

%

ferite

304

9.31

Territorio francese

893

27,42

 febbri

2.422

74,31

Spagna

710

21,78

dissenteria

164

5,04

Austria

694

21,33

tisi e polmonite

105

3,21

Italia Settentr.

337

10,36

fame, freddo e fatica

57

1,76

Polonia

324

9,95

Vaiolo

30

0.92

Prussia

77

2,38

Veneree

29

0.90

Genova, Savona, Corfù
Italia Merid. e Centrale

226

6,96

alcolismo

4

0.13

Incidenti, imprecisate

144

4,42

Totale

3.259

100,00

Da Danilo Presotto, Coscritti e disertori nel Dipartimento di Montenotte. Lettere ai genitori (1806-1814), Editrice Liguria, Savona, 1990. Mancano del tutto certificati relativi ai decessi avvenuti in Russia.


Coscrizione del 1811 (1791)
Senatoconsulto 13 dicembre 1810
Chiamata con Decreto del 3 febbraio 1811
Arrivo ai corpi entro 1° aprile 1811

Dipartimenti

Contingente attivo

Contingente di riserva

Contingente totale

Dora

600

160

760

Marengo

810

217

1027

Po

982

262

1244

Sesia

497

133

630

Stura

1056

282

1338

27e Division

3.945

1.054

4.999

Gênes

443

239

682

Montenotte

302

177

479

Apennins

144

121

265

Taro

933

250

1183

28e Division

1.822

787

2.609

Arno

0

1811

1811

Mediterraneo

0

946

946

Ombrone

0

493

493

29e Division

0

3.250

3.250

Rome

0

1067

1067

Trasimeno

0

584

584

30e Division

0

1.651

1.651

TOTALE

5.767

6.742

12.509

Fonte: Comte Dumas- Conseil d'État - 21 janvier 1811 (Napoleon-series)


LEVA SULLA CLASSE 1810 IN TOSCANA, UMBRIA E LAZIO

SC 21 gennaio 1811

Reggimenti

Arno

Medit.

Ombrone

29e DM

Roma

Trasimeno

30e DM

1er Carabiniers

4

-

2

6

2

2

4

2e Carabiniers

-

2

-

2

-

-

-

4e Cuirassiers

-

-

-

-

10

5

15

6e Cuirassiers

20

10

5

35

-

-

-

28e Chasseurs

106

57

37

200

70

30

100

Fusiliers de la Garde

50

30

20

100

20

10

30

31e légère

500

250

50

800

200

-

200

32e légère

-

-

-

-

-

100

100

113e de ligne

650

311

226

1.187

376

175

551

4e RAP

20

10

5

35

-

-

-

TOTALE

1.350

670

345

2.365

678

322

1.000

Coscrizioni del 1812 e 1813

Dipartimenti

Classe
1812

Coorti GN I Bando 1807-12

Classe 1813

120.0001813 per l’Armata

17.0001813 per compl coorti

Totale1813

Dora

731

 

864

30

894

Marengo

998

 

1098

26

1124

Po

1.139

 

1326

48

1374

Sesia

646

 

712

26

738

Stura

1.338

 

1499

36

1535

27e Division

4.9528

 

5.499

166

5.665

Genova

760

 

700

169

869

Montenotte

525

 

487

119

606

Appennini

300

 

353

59

412

Taro

1.209

 

1204

205

1409

28e Division

2.794

 

2.744

552

3.296

Arno

1.830

 

1581

60

1641

Mediterraneo

507

 

794

34

828

Ombrone

952

 

402

14

416

29e Division

3.289

 

2.777

108

2.885

Roma

1.826

 

1234

79

1313

Trasimeno

996

 

612

39

651

30e Division

2.822

 

1.846

118

1.964

TOTALE

13.757

 

12.866

944

13.810

Fonte: Dumas, Conseil d’état (Napoleon Series)


RENITENTI E DISERTORI

Dipartimenti

Al 25 marzo 1810

Al 1° gennaio 1813

Renitenti

Disertori

Renitenti

Disertori

Dora

165

72

21

77

Marengo

350

121

17

185

Po

349

193

66

219

Sesia

735

76

17

40

Stura

732

269

158

240

27e Division

2.331

511

279

761

Genova

1.048

476

132

468

Montenotte

315

275

118

188

Appennini

762

361

59

107

Taro

1.298

406

207

246

28e Division

3.423

1.518

516

1.009

Arno

877

243

241

345

Mediterraneo

488

45

107

191

Ombrone

-

21

8

81

29e Division

1.365

309

356

617

Roma

3

206

509

38

Trasimeno

3

270

330

89

30e Division

6

476

835

127

TOTALE

7.125

2.804

1.981

2.514

V. Francesco FRASCA, Reclutamento e guerra nell’Italia napoleonica, Padova, Editoriale Programma, 1993, p. 117 e 124.


Leve del 1813

 

Dipartimenti

Senatoconsulti
11 gennaio e 4 aprile 1813

Senatocons. 9.10.1813

Decreto
11.11.1813

Decreto
10.1.1814

Totale

Conting100.0001809-12

Classe 1814

Contingente di 80.000
1807-12

Contingente di 120.000 totale

Contingente di 300.000 1814-XI

Classe 1815

Dora

600

878

366

600

1.100

1.023

4.567

Marengo

1.000

1.229

636

500

1.000

1.625

5.990

Po

1.100

1.510

820

1.200

1.700

1.658

7.988

Sesia

700

805

405

300

-

892

3.102

Stura

800

1.512

644

1.000

2.000

1.923

7.879

27e Division

4.200

5.934

2.871

3.600

5.800

7.121

29.526

Genova

600

854

799

400

1.200

1.643

5.496

Montenotte

600

660

582

400

700

1.246

4.188

Appennini

350

450

449

400

1.000

1.010

3.659

Taro

920

1.383

769

300

700

1.787

5.859

28e Division

2.470

3.347

2.599

1.500

3.600

5.686

19.172

Arno

1.500

1.791

-

-

-

1.933

5.224

Mediterraneo

906

909

-

-

-

972

2.787

Ombrone

500

496

-

-

-

534

1.530

29e Division

2.906

2.896

-

-

-

3.439

9.241

Rome

1.800

1.428

-

-

-

1768

4.996

Trasimeno

1.000

710

-

-

-

970

2.680

30e Division

2.800

2.138

-

-

-

2.738

7.676

TOTALE

12.376

14.315

5.470

5.100

9.400

18.984

65.645


REGGIMENTI FRANCESI CON COSCRITTI ITALIANI DEL 1813
(leve 11 gennaio, 4 aprile, 9 ottobre4 e 11 novembre 1813)
A)     Guardia, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Fanteria leggera

Reggimenti

Depositi

Divisioni Militari

Totale

27e Torino

28e Genova

29e Firenze

30e Roma

Fusiliers  Garde

Paris

35

20

-

-

55

Jeune Garde

Mainz

1.344

827

-

-

2.171

Garde Imp.

Courbevoie

982

565

537

454

2.538

TOTALE Garde Impériale

2.361

1.412

537

454

4.764

1er Carabiniers

Lunéville

12

3

12

10

37

2e Carabiniers

Lunéville

3

9

3

-

15

13e dragons

Colmar

-

-

-

70

70

21e dragons

Saintes

123

25

-

-

148

26e chasseurs

Saumur

138

114

-

-

252

28e chasseurs

Orléans

-

-

390

251

641

13e Hussards

Colmar

-

-

-

30

30

14e Hussards

Orléans

-

48

-

-

48

TOTALE Cavalleria

276

199

405

361

1.241

2e RA Marine

Tolone

-

-

100

-

100

7e Bon bis train

Verona

100

62

-

-

162

2e Cie Ouvriers

Bayonne

10

-

-

-

10

1er Bon Sapeurs

Alessandria

140

227

71

-

438

3e Bon Sapeurs

Alessandria

490

143

-

-

633

2e Bon Mineurs

Alessandria

17

50

-

-

67

9e Bon Equipag

Piacenza

328

318

-

-

646

TOT Artiglieria, treno e genio

1.085

800

171

-

2.056

4e léger

Parigi

-

156

-

-

156

7e léger

Huningue

-

-

-

107

107

8e léger

Ginevra

1.060

616

-

-

1.676

9e léger

Metz

-

300

-

-

300

11e léger

Wesel

1.138

-

-

-

1.138

13e léger

Ostenda

-

-

-

107

107

15e léger

Parigi

-

-

-

107

107

16e léger

Mâcon

146

-

-

-

146

18e léger

Grenoble

1.125

-

186

100

1.411

24e léger

Metz

-

300

-

-

300

26e léger

Metz

-

285

-

-

285

29e léger

Beauvais

-

149

-

-

149

31 léger

Navarreins

890

500

-

-

1.390

32 léger

Tolone

497

1.471

-

-

1.968

TOTALE Fanteria leggera

4.856

3.777

186

421

9.240

Cp di riserva

Sedi dei dipart

132

125

44

36

337

TOTALE parziale

8.710

6.313

1.343

1.272

17.638


REGGIMENTI FRANCESI CON COSCRITTI ITALIANI DEL 1813
(leve 11 gennaio, 4 aprile, 9 ottobre4 e 11 novembre 1813)
B) Fanteria di linea

Reggimenti

Depositi

Divisioni Militari

Totale

27e Torino

28e Genova

29e Firenze

30e Roma

1er de ligne

Marsiglia

-

815

372

-

1.187

2e de ligne

Besançon

150

-

106

-

256

5e de ligne

Grenoble

175

498

-

-

673

6e de ligne

Roma

500

-

-

-

500

9e de ligne

Padova

70

55

-

-

125

11e de ligne

Grenoble

300

586

300

-

1.186

12e de ligne

Mezières

-

-

106

-

106

16e de ligne

Tolone

-

1.094

150

200

1.444

17e de ligne

Lille

-

-

106

-

106

18e de ligne

Strasbourg

500

-

-

-

500

19e de ligne

Lille

-

-

106

-

106

21e de ligne

Juliers

-

-

106

-

106

23e de ligne

Ginevra

300

649

-

-

949

24e de ligne

Lyon

492

100

345

-

937

25e de ligne

Landrecies

-

-

106

-

106

29e de ligne

Lyon Douai

-

378

106

307

791

30e de ligne

Mainz

-

-

106

-

106

33e de ligne

Mainz

-

-

106

-

106

35e de ligne

Padova

323

718

-

-

1.041

37e de ligne

Besançon

-

-

106

-

106

46e de ligne

Arras

-

-

106

-

106

48e de ligne

Anversa

-

-

-

107

107

53e de ligne

Pesaro

282

218

-

-

500

56e de ligne

Grave

-

-

-

107

107

57e de ligne

Strasbourg

540

190

-

107

837

60e de ligne

Ginevra

878

-

-

-

878

61e de ligne

Worms

-

-

-

107

107

62e de ligne

Marsiglia

432

200

140

228

1.000

63e de ligne

Belfort

532

-

-

-

332

79e de ligne

Chambéry

-

100

389

-

489

81e de ligne

Chambéry

600

200

150

200

1.150

84e de ligne

Padova

500

-

-

-

500

85e de ligne

Coblenza

-

-

-

107

107

92e de ligne

Vicenza

500

-

-

-

500

93e de ligne

Besançon

200

-

-

107

307


REGGIMENTI FRANCESI CON COSCRITTI ITALIANI DEL 1813
(leve 11 gennaio, 4 aprile, 9 ottobre4 e 11 novembre 1813)
Segue B) Fanteria di linea

Reggimenti

Depositi

Divisioni Militari

Totale

27e Torino

28e Genova

29e Firenze

30e Roma

100e de ligne

Metz

-

200

-

-

200

105e de ligne

Neuf Brisach

389

-

-

-

389

106e de ligne

Udine

354

-

-

-

354

108e de ligne

Anversa

-

-

-

107

107

111e de ligne

Spira

1.906

-

400

-

2.306

113e de ligne

Orléans

-

-

805

1.885

2.690

116e de ligne

 

298

-

-

-

298

122e de ligne

Vendôme

-

150

-

-

150

145e de ligne

Marsiglia

340

200

-

100

640

152e de ligne

Strasbourg

87

-

-

-

87

TOTALE Fanteria di linea

10.648

6.351

4.111

3.669

24.779

TOTALE generale

19.358

12.664

5.454

4.941

42.717


Etat des départements où se sont recrutés certains régiments
auxquels Sa Majesté a assigné un recrutement particulier
(Archive Nationales AF IV 1124)

Complem.

Régiments

Conscriptions

111e de ligne

113e de ligne

31e léger

32e léger

Tir. du Po

21e dragons

26e chasseurs

28e chass

Piémontais

Toscans
Romains

Piémontais

Piemontais
Génois

Corses Piémontais

Piémontais

Piémontais

Toscans Romains

1806

Po

-

Stura

Dip. liguri

Taro

SturaSesia Genova

Po Sesia Daube

Sesia Stura Dora

-

1807

Po

-

-

Puy de Dô

Appennini

Isère

Orne  Roer

-

1808

Po

Toscans

Stura

-

Po Sesia

Nievre Sarre Aisne

Po Dora

-

1809

Po

Toscans

Stura

GenovaMontenot

-

Lys

Sesia Meurthe Meuse

Toscans

1810

Po

-

Stura

Genova

Po

Lys

Orne

Toscans

Extraordin.

GenesHaut-Rhin

-

Puy de Dôme
Hte-Loire

-

Stura

Roer Mont Tonnerre

Gironde Vienne Dyle
Hte- Loire Aveyron

-

Supplément.

Po
Côtes du Rh.

-

-

-

-

Mont Tonnerre

Calvados

-

Complément.

-

Taro

Stura

Montenot

-

-

-

-

V. Francesco Frasca, Reclutamento e guerra nell’Italia napoleonica, Padova, Editoriale Programma, 1993, p. 111.


Leva di 80.000 uomini della classe 1806 (nati nel 1786 e nel 4° trim. 1785) 
chiamati per senatoconsulto del 24 settembre 1805 
PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

CONTINGENT

312

462

560

286

606

2.226

189

279

336

174

366

3.570

13e leger

-

-

-

87

103

190

?

?

?

?

?

?

27e leger

-

203

-

-

-

203

?

?

?

?

?

?

31e  leger

-

-

-

-

327

327

?

?

?

?

?

?

54e ligne

-

-

-

-

63

63

?

?

?

?

?

?

94e ligne

-

-

39

-

-

39

?

?

?

?

?

?

111e ligne

-

-

289

-

-

289

?

?

?

?

?

?

Tir. du Po

-

-

-

100

44

144

?

?

?

?

?

?

INFANTERIE

?

203

328

187

537

1.255

?

?

?

?

?

?

21e dragons

-

-

-

-

-

80

?

?

?

?

?

?

26e chasseurs

-

-

-

-

-

80

?

?

?

?

?

?

Altri Corpi

312

259

232

99

68

811

?

?

?

?

?

?

 

Leva di 80.000 uomini della classe 1807 (nati nel 1787)
chiamati per senatoconsulto del 14 dicembre 1806 (AF IV 1123, doc. 28 e 3)
PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

Fus. Garde

18

18

18

18

18

90

-

-

-

-

-

90

7e leger

-

-

-

-

551

551

-

-

-

-

-

551

9e leger

-

-

-

262

-

262

155

-

-

-

-

155

16e leger

45

-

-

-

-

45

-

-

-

-

-

45

25e leger

254

-

-

-

-

254

-

-

-

-

-

254

27e leger

-

404

-

-

-

404

-

245

-

-

-

649

31e  leger

-

-

-

-

-

-

-

-

-

332

-

332

39e ligne

-

-

-

-

-

-

-

-

117

-

-

117

111e ligne

-

-

497

-

-

497

-

-

185

-

-

682

INFANTERIE

317

422

515

280

569

2.103

155

245

302

332

-

3.137

1er carabin.

-

1

4

2

-

7

2

-

-

2

-

11

2e carabin.

-

-

-

17

36

53

-

-

2

-

-

55

1er cuirass.

-

-

32

-

-

32

-

-

6

6

-

44

2e cuirassiers

-

-

-

17

36

53

-

-

-

-

-

53

5e cuirassiers

-

26

-

-

-

26

-

6

-

-

-

32

9e cuirass.

-

-

-

-

-

-

6

-

-

-

-

6

10e cuirass.

16

-

-

-

-

16

-

-

-

-

-

16

8e dragons

-

60

-

-

39

99

-

-

-

-

-

99

13e dragons

6

-

-

-

-

6

-

-

-

-

-

6

18e dragons

-

-

50

-

90

140

-

-

-

-

-

140

26e dragons

-

10

-

-

-

10

-

-

-

-

-

10

7e chasseurs

-

-

58

-

90

148

-

-

-

-

-

148

10e chasseurs

-

65

-

-

-

65

-

-

-

-

-

65

16e chasseurs

40

-

-

-

-

40

-

-

-

-

-

40

21e chasseurs

26

-

-

69

-

95

-

-

-

-

-

95

CAVALERIE

88

162

144

105

291

790

8

6

8

8

-

820

1er  RAP

-

-

-

-

-

-

6

-

-

-

-

6

3e RAP

10

16

32

5

24

87

-

-

-

-

-

87

4e RAP

-

-

-

-

-

-

-

6

6

6

-

18

Art  Marine

-

-

-

-

-

-

20

20

20

20

-

80

3e train

-

-

30

-

-

30

-

-

-

-

-

30

9e train

16

16

-

16

25

73

-

-

-

-

-

73

4e sapeurs

4

-

-

-

-

4

-

-

-

-

-

4

5e sapeurs

-

4

4

-

4

12

-

-

-

-

-

12

1er pontiers

-

-

8

-

-

8

-

-

-

-

-

8

ART/Genie

30

36

74

21

29

190

26

26

26

26

-

288

TOTALE

438

622

784

389

871

3.104

189

279

336

174

-

4082

Disponibles

88

83

87

64

92

414

-

-

-

-

-

414

CONTINGENT

526

705

871

453

963

3.518

189

279

336

174

-

4.496

F. Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, pp. 446-449.


Leva di 80.000 uomini della classe 1807 (nati nel 1787)
chiamati per senatoconsulto del 14 dicembre 1806 (AF IV 1123, doc. 28 e 3)
LIGURIA (28e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Appennini

Genova

Montenotte

28e Div.

Appennini

Genova

Montenotte

Fus. Garde

18

18

18

54

-

-

-

54

Tiraill. du Po

84

16

-

100

-

-

-

100

2e léger

-

-

-

-

-

-

166

166

17e léger

-

45

183

228

117

-

-

345

27e léger

-

-

180

180

-

-

-

180

4e de ligne

-

-

-

-

53

   

53

24e de ligne

155

-

-

155

-

   

155

59e de ligne

-

-

-

-

-

-

61

61

76e de ligne

-

-

-

-

-

305

-

305

INFANTERIE

257

79

381

717

170

305

227

1.419

1er carabiniers

2

2

-

4

2

2

-

8

2e carabiniers

-

-

3

3

-

-

2

5

1er cuirassiers

-

-

21

21

-

6

-

27

2e cuirassiers

-

-

-

-

6

-

-

6

5e cuirassiers

18

-

-

18

-

-

-

18

10e cuirassiers

29

-

-

29

-

-

-

29

11e cuirassiers

-

-

-

-

-

-

6

6

8e dragons

-

70

-

70

-

-

-

70

13e chasseurs

-

54

-

54

-

-

-

54

20e chasseurs

43

-

-

43

-

-

-

43

CAVALERIE

92

126

24

242

8

8

8

266

3e RAP

12

20

10

42

6

-

-

48

4e RAP

-

-

-

-

-

6

-

6

6e RAP

-

-

-

-

-

-

6

6

Art. Marine

-

-

-

-

20

20

20

60

8e train

15

26

-

41

-

-

-

41

9e train

-

-

20

20

-

-

-

20

4e sapeurs

-

4

-

4

-

-

-

4

TOTALE

343

693

517

1.553

204

339

261

2.357

Disponibles

69

123

112

304

-

-

-

304

CONTINGENT

416

816

629

1.861

204

339

261

2.661

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 473-475. Il Dipartimento del Taro fornisce 108 uomini alla riserva del 63e de ligne.


Contingenti della classe del 1808 (nati nel 1788)
ai sensi del SC 7 aprile e del decreto 18 aprile 1807 (AF IV 1123, doc. 94)
PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

Fus. Garde

2

2

2

2

2

10

-

-

-

-

-

10

Leg. Metz

-

-

220

-

-

220

-

-

55

-

-

275

Leg. Rennes

-

-

-

113

-

113

30

44

-

25

-

212

Leg. Versailles

-

-

-

-

229

229

-

-

-

-

68

297

Tiraill. du Po

-

-

120

100

-

220

-

-

-

-

-

220

6e léger

220

-

-

-

-

220

81

-

-

-

-

301

31e léger

-

-

-

-

210

210

-

-

-

-

142

352

4e de ligne

-

-

-

103

-

103

-

-

-

65

-

168

18e de ligne

-

-

-

-

190

190

-

-

-

-

-

190

88e de ligne

-

242

-

-

-

242

-

105

-

-

-

347

105e de ligne

-

50

-

-

-

50

-

-

-

-

-

50

111e de ligne

-

-

245

-

-

245

-

-

137

-

-

382

INFANTERIE

222

296

585

318

631

2.052

111

149

192

90

210

2.804

1er carabin.

-

-

1

1

-

2

-

-

-

-

-

2

2e carabiniers

-

-

-

-

1

1

-

-

-

-

-

1

11e cuirassiers

-

-

6

6

6

18

-

-

-

-

-

18

8e dragons

-

15

-

-

-

15

-

-

-

-

-

15

18e dragons

-

-

-

-

20

20

-

-

12

-

-

32

26e chasseurs

10

-

-

-

-

10

-

-

-

-

-

10

28e chasseurs

-

-

20

-

-

20

-

-

-

-

-

20

CAVALERIE

10

15

27

7

27

86

-

-

12

-

-

98

3e RAP

30

35

45

20

50

180

-

-

-

-

-

180

Disponibles

-

-

-

-

-

-

20

26

16

23

29

114

TOTALE

394

527

659

339

718

2.637

131

175

220

113

239

3.515

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 449-450.


Contingenti della classe del 1809  (nati nel 1789)
(AF IV 1123, doc. 216)
PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

12e léger

319

-

-

-

-

319

           

24e léger

-

450

-

-

-

450

           

31e léger

-

-

-

-

100

100

           

26e de ligne

-

-

-

-

150

150

           

34e de ligne

-

-

-

134

-

134

           

61e de ligne

-

-

206

-

-

206

           

66e de ligne

-

-

-

-

150

150

           

68e de ligne

-

-

-

153

-

153

           

82e de ligne

-

-

-

-

196

196

           

111e de ligne

-

-

370

-

-

370

           

2e Légion

-

-

49

-

-

49

           

3e Légion

32

46

-

26

-

104

           

4e Légion

-

-

-

-

54

54

           

INFANTERIE

351

496

625

313

650

2.435

           

1er carabiniers

1

2

-

2

2

7

           

2e carabiniers

-

-

2

-

-

2

           

CAVALERIE

1

2

2

2

2

9

           

3e RAP

-

8

-

-

6

14

           

2e RAC

-

-

-

-

12

12

           

3e RAC

-

7

-

-

-

7

           

5e ouvriers

-

-

-

-

4

4

           

9e ouvriers

-

3

-

-

-

3

           

1er pontiers

-

-

3

-

-

3

           

4e sapeurs

-

15

-

-

-

15

           

Mineurs Metz

14

6

-

-

-

20

           

ART/Génie

14

39

3

-

22

78

           

Disponibles

1

-

-

-

-

1

           

CONTING

367

537

630

315

674

2.523

122

184

209

104

224

3.366

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 450-451.


Contingenti della classe del 1808 (nati nel 1788)
ai sensi del SC 7 aprile e del decreto 18 aprile 1807 (AF IV 1123, doc. 94)
 LIGURIA E PARMENSE (28e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Appennini

Genova

Mont.

Taro

28e D.

Appennini

Genova

Mont

Taro

Fus. Garde

-

2

2

2

6

-

-

-

-

6

10e léger

-

173

-

-

173

-

-

-

-

173

13e léger

-

-

-

-

-

-

-

99

-

99

26e léger

-

-

256

-

256

-

-

-

-

256

3e de ligne

-

-

-

-

-

-

-

-

25

25

4e de ligne

-

-

-

-

-

-

-

-

25

25

57e de ligne

206

102

-

-

308

74

144

-

-

526

63e de ligne

-

-

-

108

108

-

-

-

-

108

64e de ligne

-

99

-

-

99

-

-

-

-

99

L. Versailles

-

206

155

-

361

-

50

34

-

445

Legion Metz

103

-

-

70

173

30

-

-

18

221

INFANTERIE

309

582

413

180

1.496

104

194

133

68

1.983

1er carabiniers

-

1

-

-

1

-

-

-

-

1

2e carabiniers

-

-

1

1

2

-

-

-

-

2

31e chasseurs

-

-

25

-

 

-

-

-

-

25

2e RAP

-

-

25

-

 

-

-

-

-

25

3e RAP

-

35

-

15

50

-

-

-

-

50

Disponibles

-

-

-

14

-

-

12

22

2

50

CONTINGENT

309

618

464

210

1.601

104

206

155

70

2.136

Contingenti della classe del 1809 (nati nel 1789)
(AF IV 1123, doc. 216) 
LIGURIA E PARMENSE (28e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Appennini

Genova

Mont.

Taro

28e D.

Appennini

Genova

Mont

Taro

21e léger

273

-

-

 

273

         

32e léger

-

527

73

 

600

         

2e Légion

19

-

-

 

19

         

4e Légion

-

47

38

 

85

         

1er carabiniers

2

-

2

 

4

         

2e carabiniers

-

2

-

 

2

         

Non trovati

-

-

-

604

604

         

CONTINGENT

294

576

474

604

1.474

97

192

157

201

2.121

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 475-476.


Leva complementare di 36.000 coscritti delle classi 1806, 1807, 1808 e 1809
Decreto 17 maggio 1809 (*)

PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

Deposito

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

Fus Garde

50

95

80

40

85

350

-

-

-

-

-

Parigi

6e léger

-

-

-

-

150

150

-

-

-

-

-

Phalsbourg

7e léger

-

-

-

-

100

100

-

-

-

-

-

Huningue

9e léger

-

-

-

100

-

100

-

-

-

-

-

Longewy

10e léger

-

-

125

-

-

125

-

-

-

-

-

Schelestadt

16e léger

-

-

-

100

-

100

-

-

-

-

-

Maçon

17e léger

-

-

 

-

100

100

-

-

-

-

-

Strasburgo

24e léger

-

-

-

-

125

125

-

-

-

-

-

Metz

26e léger

-

-

-

-

78

78

-

-

-

-

-

Metz

28e léger

-

-

-

-

78

78

-

-

-

-

-

Mainz

Tir. Du Po

-

-

100

-

-

100

-

-

-

-

-

Besançon

16e de ligne

158

-

-

-

-

158

-

-

-

-

-

Toulon

66e de ligne

-

394

-

-

-

394

-

-

-

-

-

Bordeaux

68e de ligne

52

-

-

-

-

52

-

-

-

-

-

Luxembourg

88e de ligne

-

-

66

-

-

66

-

-

-

-

-

Rocroi

L. Grenoble

230

-

370

-

-

600

-

-

-

-

-

Grenoble

Legion Metz

-

-

-

144

97

241

-

-

-

-

-

Metz

INFANTERIE

490

489

741

384

813

2.917

-

-

-

-

-

 

3e RAP

-

14

-

-

-

14

-

-

-

-

-

Toulouse

5e RAP

-

-

-

4

13

17

-

-

-

-

-

Metz

5e sapeurs

8

18

10

5

14

55

-

-

-

-

-

Mainz

1er pontiers

-

-

5

-

-

5

-

-

-

-

-

Strasbourg

Mineurs

-

4

4

-

-

8

-

-

-

-

-

Metz

ART/Génie

8

36

19

9

27

99

-

-

-

-

-

 

CONTINGENT

498

525

760

393

840

3.016

-

-

-

-

-

 

(*) I non chiamati di tali classi definitivamente esentati dalle future leve.

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 451-453 e 477.


Leva complementare di 36.000 coscritti delle classi 1806, 1807, 1808 e 1809
Decreto 17 maggio 1809 (*)

LIGURIA E PARMENSE (28e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

Deposito

Appennini

Genova

Mont.

Taro

28e D.

Appennini

Genova

Mont

Taro

Fus Garde

40

85

85

135

345

-

-

-

-

Parigi

19e de ligne

-

-

-

142

142

-

-

-

-

Douai

26e de ligne

-

-

-

1.000

1.000

-

-

-

-

Napoléon

57e de ligne

160

-

-

-

160

-

-

-

-

Strasburgo

63e de ligne

41

-

-

-

41

-

-

-

-

Belfort

66e de ligne

-

-

606

-

606

-

-

-

-

Bordeaux

82e de ligne

-

655

-

-

655

-

-

-

-

La Rochelle

105e de ligne

105

-

-

-

105

-

-

-

-

Neuf Brisach

111e de ligne

-

79

-

-

79

-

-

-

-

Spira

Legion Metz

-

-

87

-

87

-

-

-

-

Metz

3e RAP

7

-

-

11

11

-

-

-

-

Tolone

1er pontiers

-

-

-

5

5

-

-

-

-

Strasburgo

2e sapeurs

7

12

13

23

55

-

-

-

-

Metz/Strasb

CONTINGENT

415

831

706

1.316

3.268

-

-

-

-

 

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 451-453 e 477.


Coscrizione della classe del 1811 (nati nel 1791)
(AF IV 1126, doc. 5)

PIEMONTE (27e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Dora

Marengo

Po

Sesia

Stura

27e D

Dora

Mar.

Po

Sesia

Stura

Fus. Garde

           

10

10

10

10

10

50

27e de ligne

           

-

-

-

-

63

63

28e de ligne

           

-

-

-

-

153

153

34e de ligne

           

-

-

-

-

55

55

111e de ligne

           

-

-

100

-

-

100

115e de ligne

           

50

-

-

-

-

50

116e de ligne

           

99

-

-

-

-

00

117e de ligne

           

-

-

79

-

-

79

118e de ligne

           

-

-

72

-

-

72

119e dee ligne

           

-

50

-

-

-

50

122e de ligne

           

-

156

-

-

-

156

124e de ligne

           

-

-

-

122

-

122

INFANTERIE

           

159

216

261

132

281

1.049

1er carabiniers

           

1

-

-

-

-

1

2e carabiniers

           

-

1

1

1

1

4

CONTINGENT

440

593

720

364

774

2.891

160

217

262

133

282

3.945

LIGURIA E PARMENSE (28e DIVISION MILITAIRE)

Corpi

ATTIVO

RISERVA

TOTALE

Appennini

Genova

Mont.

Taro

28e D.

Appennini

Genova

Mont

Taro

Fus Garde

         

10

10

10

10

 

17e léger

         

30

-

-

-

 

26e léger

         

60

-

-

-

 

31e léger

         

-

-

91

-

 

34e de ligne

         

-

180

-

-

 

59e de ligne

         

-

48

-

-

 

65e de ligne

         

-

-

-

30

 

69e de ligne

         

-

-

-

25

 

76e de ligne

         

-

-

-

184

 

120e de ligne

         

-

-

75

-

 

1er carabiniers

         

1

1

-

-

 

2e carabiniers

         

-

-

1

1

 

CONTINGENT

144

443

302

933

1.822

121

239

177

250

2.609

Francesco Frasca, “La coscrizione nei dipartimenti italiani dell’Impero francese”, in Studi Storico militari 1990, Roma, USSME, 1993,  pp. 453-54 e  478.

 

Placed on the Napoleon Series: September 2009; updated February 2010

 

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